Daniele Groff, al centro suo malgrado del pasticcio telefonico di "Sanremo famosi", è imbarazzato per il polverone che si sta alzando. «Non so come siano andate le cose. A me di "vincere" non importava nulla, anche perché alla fine non significava niente; anzi, con questo espediente per alzare l'audience e rendere il tutto più eccitante potevano ferire la sensibilità di qualcuno. Ho parlato con Irene LaMedica, e lei dice che non darà troppo peso alla cosa, ma quando vai in tv e gli amici e parenti ti guardano, è brutto vedersi indicati come "ultimi"».
Peraltro, la sua "vittoria" non è affatto scandalosa, visto che a "Daisy", tormentone radiofonico di questi ultimi due mesi, il trentino Groff ha fatto seguire proprio in questi giorni un album che ne rivela il talento. Intitolato "Variatio 22" in omaggio all'amato Bach (studiato durante gli anni spesi al Conservatorio studiando piano, oboe e violoncello), il disco comprende una canzone, "Io sono io", nella quale il giovane risponde a chi ha parlato immediatamente di "clone degli Oasis", chiedendosi ironicamente: "A chi vuoi essere uguale?". «Sono il primo ad ammetterlo, mi ha influenzato molto il brit-pop, ascoltato a fondo quand'ero in Inghilterra, e mi piacciono i Radiohead, i Verve e il primo disco degli Oasis, così come i Beatles. Ma la musica che ascoltiamo fa parte del nostro vissuto, è inevitabile che se ne senta qualche eco in ciò che facciamo».
Peraltro, la sua "vittoria" non è affatto scandalosa, visto che a "Daisy", tormentone radiofonico di questi ultimi due mesi, il trentino Groff ha fatto seguire proprio in questi giorni un album che ne rivela il talento. Intitolato "Variatio 22" in omaggio all'amato Bach (studiato durante gli anni spesi al Conservatorio studiando piano, oboe e violoncello), il disco comprende una canzone, "Io sono io", nella quale il giovane risponde a chi ha parlato immediatamente di "clone degli Oasis", chiedendosi ironicamente: "A chi vuoi essere uguale?". «Sono il primo ad ammetterlo, mi ha influenzato molto il brit-pop, ascoltato a fondo quand'ero in Inghilterra, e mi piacciono i Radiohead, i Verve e il primo disco degli Oasis, così come i Beatles. Ma la musica che ascoltiamo fa parte del nostro vissuto, è inevitabile che se ne senta qualche eco in ciò che facciamo».