vinyl ID: “The River”, Bruce Springsteen

vinyl ID: “The River”, Bruce Springsteen

“Every day is a vinyl day” è un’iniziativa che ha lo scopo di far riscoprire e rivalutare il patrimonio discografico italiano ed internazionale di Sony anche nel formato "classico" del 33 giri in vinile. Radio Capital e Rockol sono media partner ufficiali dell’iniziativa, guidando ogni giorno all’ascolto di un album, anzi di un 33 giri, tra storie e aneddoti. L’appuntamento su Radio Capital è dal lunedì al venerdì in SettantaOttantaNovanta dalle 16 alle 17 e il sabato in Back & Forth tra le 16 e le 18.
 

Nel ’79 Bruce Springsteen era all’ennesimo punto di svolta della sua carriera. E, per la prima volta, non aveva nessuna pressione esterna, aveva solo quella che si metteva da solo. Con “Born to run” si giocò il tutto per tutto: se l’album non fosse andato bene, la sua carriera era a rischio, per troppe promesse e nessun risultato. Con “Darkness on the edge of town” usciva finalmente da una lunga e sanguinosa battaglia legale con l’ex manager Mike Appel.Come dare un seguito a quei due capolavori?

Pubblicato:
17 ottobre 1980

Stato culturale:
Il disco, anche grazie a “Hungry heart” che porterà per la prima volta la musica del Boss sulle radio mainstream e nella classifica dei singoli, arriverà a vendere milioni di copie. Il tour arriverà a riempire i palazzetti, e nell’81 sbarcherà in Europa (ma non in Italia, solo nella vicina Svizzera). 
Una  nuova pressione? Springsteen reagirà pubblicando un disco, 2 anni dopo, fatto di provini acustici, mettendo a nudo l’anima più cupa e disillusa della sua musica: “Nebraska”. E poi tornerà al rock, con “Born in the U.S.A.”, che lo porterà a riempire gli stadi. Ma queste sono altre storie. “The river” è un altro grande disco. Il disco della maturità di Springsteen, il disco su cui sono cresciute e maturate generazioni di suoi ascoltatori.

La produzione:
L'amico e chitarrista Little Steven venne arruolato come co-produttore. Nel ’79 Springsteen consegnò alla CBS “The ties that bind”, un disco di 10 canzoni, frutto delle prime session di registrazione. La title track, e diversi brani come “Loose end” e “Be true” avevano il marchio del suono di Springsteen, e in scaletta, come ultima canzone c’era un brano che Springsteen aveva scritto pensando alla storia del cognato e della sorella, e influenzato dalla musica country. Si intitolava “The river” e Springsteen lo suono in pubblico, ad un concerto contro l’energia nucleare che ebbe molta risonanza. Si capiva già che quella canzone sarebbe diventato un classico. Ma Springsteen non era soddisfatto. Ritirò il disco dalle mani della casa discografica.
Così si rinchiuse in studio in un altro anno, e le canzoni incise in quei due anni arrivarono ad oltre 100. 
Si prese la decisione di pubblicarne 19, e per questo serviva un doppio - una decisione faticosa ma necessaria per contenere le due anime del disco. La prima è quella di “The river" che diventò la title-track. La seconda è quella di “Hungry heart”, una canzone che Bruce aveva originariamente scritto per i Ramones, ma che il suo manager saggiamente gli consiglio di tenere per sé. Venne pubblicata come singolo in contemporanea all’album, e fu la prima hit di Springsteen.

La canzone fondamentale:
 “The river”, ovviamente:  La voglia di correre, la rabbia, lascia spesso il posto alla disillusione, alla difficoltà di tirare avanti: disoccupazione, salari minimi, matrimoni e storie di amore che si esauriscono. 

La tracklist:

Lato A 
The Ties That Bind
Sherry Darling
Jackson Cage
Two Hearts
Independence Day

Lato B
Hungry Heart 
Out In The Street
Crush On You
You Can Look (But You Better Not Touch)
I Wanna Marry You 3:26
B6 The River 4:59

Lato C
Point Blank 
Cadillac Ranch
I'm A Rocker 
Fade Away
Stolen Car

Lato D
Ramrod
The Price You Pay
Drive All Night 
Wreck On The Highway

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