Jet Lag: 'Considerateci una compagnia aerea virtuale'

Sono impeccabili, Livio Magnini (chitarrista dei Bluvertigo e produttore), Jacopo Rondinelli (musicista e designer) e Emilio Cozzi (già voce di Kaoslord e Monksoda, ora giornalista) nelle proprie tenute da piloti di linea: ed un "vip lounge" di un qualsiasi areoporto internazionale sembra la Terrazza Martini di Milano, dove oggi i tre titolari del progetto Jet Lag hanno presentato alla stampa la propria creazione.

Trasversalità, eclettismo e voglia di sperimentare sono le parole chiave, a detta degli interessati, per comprendere lo spirito col quale è nata questa operazione discografica, che - cosa rara, perlomeno in Italia - coinvolge artisti di casa nostra (Giorgia, Max Gazzé, Delta V e Samuele Bersani, solo per citarne alcuni) e figure di spicco del panorama rock internazionale (Michael Bland e Sonny T, sezione ritmica di Prince e New Power Generation). "Pensate a noi come ad una compagnia aerea virtuale", esordisce Livio Magnini, sei corde del riformato gruppo monzese e principale "gancio" del collettivo coi "nomi grossi" coinvolti: "Il nostro principale obbiettivo è quello di trasportare l'ascoltatore in luoghi diversi, grazie alla decontestualizzazione delle voci presenti nel Cd. Certo, perché l'ultima delle nostre intenzioni era quella di servire sul piatto a Giorgia il classico 'lentone', o a Max (Gazzé) il tipico pezzo alla Max Gazzé. Abbiamo osato, anche scegliendo come compagni di viaggio inusuali come Amanda Lear (già voce in "Tomorrow", nel 1988, coi CCCP), per non correre il rischio di limitarci ad assemblare una compilation". Già, perché "On the air", titolo del Cd prodotto dal trio, e qualcosa di più di un album: "E' brutto vedere come oggi, dietro alle pubblicazioni discografiche, manchi una solida base progettuale", continua Magnini, "Nel dar vita a questo progetto, oltre che a preoccuparci del lato musicale, abbiamo pensato anche ad un concept grafico che ci permettesse di costruire un sito, per aprirci anche ad ambiti artistici come l'arte ed il videomaking. Non volevamo essere semplicemente un gruppo, come troppo spesso accade oggi a molti artisti". Atmosfere sofisticate, respiro internazionale e una buona dose di coolness non mancano: eppure, l'atteggiamento dei tre rifugge da qualsiasi forma di snobismo. "E' agghiacciante", precisa sempre Magnini, "come oggi le cose più apprezzate siano quelle più esclusive: pensate ai privée nei locali. L'ambiente esclusivo presuppone l'impossibilità di contaminazione. A noi, invece, interessa il contrario: questo è un Cd che deve suonare in ambienti domestici, e nelle situazioni più 'aperte' possibile. La chiusura al mondo non porta da nessuna parte". Per "aprirsi", però, i tre hanno faticato non poco: "In tre anni di lavorazione al disco", aggiunge Cozzi, "otto mesi sono stati spesi per ottenere le liberatorie dalle case discografiche. Nulla di male, per carità, ma è incredibile osservare come i musicisti - fuori da 'privée' - si conoscano e interagiscano molto meglio che ai piani alti delle major". Un respiro internazionale, si diceva prima: una questione, questa, che ai tre sembra stare parecchio a cuore. "Spesso ci si chiede perché, in Italia, non nascano fenomeni in ambito pop rock, come Air o Daft Punk, capaci di spingersi oltre i patri confini per conquistare anche i mercati anglofoni", commenta Livio: "Non credo sia colpa delle case discografiche, né tantomeno delle doti degli artisti nostri connazionali, che spesso sono anche più validi di tanti colleghi già affermati a livello mondiale: è la cultura dell'ascoltatore medio che ancora non accetta un prodotto italiano cantato in lingua straniera. Superato questo pregiudizio, l''italian touch' avrà tutte le carte in regola per sfondare a livello internazionale". E tra divagazioni extra-Jet Lag ("I miei compagni di gruppo?", risponde sornione Magnini: "Qui c'è solo Andy perché se avessi chiamato anche Sergio e Morgan sarebbe stato un nuovo disco dei Bluvertigo. Cosa, tra l'altro, che abbiamo in programma di fare") ed aneddoti curiosi ("Ad Enrico Ghezzi avevamo chiesto un monologo di 35 secondi al telefono, proprio come all'inizio di 'Fuori orari'. Lui, dieci minuti dopo aver accettato, ci ha richiamato parlando per più di mezz'ora"), il trio - che avrebbe voluto coinvolgere nell'operazione anche Califano e Daniele Silvestri - pensa già ad una deriva live della fatica discografica: "Ci piacerebbe fare un tour che toccasse almeno 15 città italiane a partire dal prossimo aprile", ammette Magnini, "Ora come ora è prematuro fare programmi, anche se - quasi sicuramente - on the road con noi ci saranno sia ospiti presenti sul Cd che altri non coinvolti in studio".

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