In morte di John Martyn: non solo Danny Thompson tra le collaborazioni della roccia dell’indie folk (1 / 11)

In morte di John Martyn: non solo Danny Thompson tra le collaborazioni della roccia dell’indie folk

Il cantautore di New Malden alle grandi masse non è mai arrivato nel corso della sua lunga carriera musicale, un percorso di una ventina di album in studio, svariate pubblicazioni live e una fitta rete di collaborazioni, che hanno contribuito a forgiare l’eclettica identità artistica di John Martyn. Il contrabbassista Danny Thompson, suo fido braccio destro, è solo uno dei tanti musicisti entrati nell’orbita di Martyn, come la moglie e cantante folk Beverley, Levon Helm, i Fairport Convention, Chris Wood dei Traffic, il giamaicano Lee "Scratch" Perry, Phil Collins, Eric Clapton, per citarne soltanto alcuni. A dimostrazione di quanto non potesse fare a meno delle commistioni con gli artisti che stimava, la title track del suo album più amato – dal pubblico ma anche da rockers del calibro di Paul Weller e David Gilmour -, “Solid Air” (1973), è un dichiarato omaggio all’amico Nick Drake, circa un anno prima della sua scomparsa, accomunato a Martyn per la sua tecnica di fingerpicking della chitarra acustica. L'eroe di Martyn era il virtuoso delle sei corde Davy Graham: con un modello di questo tipo, il musicista sembrava avvisarci in anticipo che il suo terreno non sarebbe stato il mainstream ma uno spazio ben più ridotto e ricercato.

Il 29 gennaio di dieci anni fa, ci lasciava infine John Martyn, all’età di 60 anni, dopo aver avuto la meglio sul tristo mietitore in più occasioni durante i suoi incontri con l’alcool, la droga, gli infortuni, le malattie e quell’amputazione della gamba destra che non era comunque mai riuscita a costringerlo a stare lontano dai palchi. In questo mesto anniversario vi proponiamo una carrellata delle collaborazioni più significative che hanno segnato l’arte di Iain David McGeachy.

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