NEWS   |   Vinile / 31/01/2018

Vinyl ID: “Greatest Hits”, Bob Dylan

Vinyl ID: “Greatest Hits”, Bob Dylan

“Every day is a vinyl day” è un’iniziativa che ha lo scopo di far riscoprire e rivalutare il patrimonio discografico italiano ed internazionale di Sony anche nel formato "classico" del 33 giri in vinile. Radio Capital e Rockol sono media partner ufficiali dell’iniziativa, guidando ogni giorno all’ascolto di un album, anzi di un 33 giri, tra storie e aneddoti. L’appuntamento su Radio Capital è dal lunedì al venerdì in SettantaOttantaNovanta dalle 16 alle 17 e il sabato in Back & Forth tra le 16 e le 18.

Nel 1967 Bob Dylan sta chiudendo la prima, avventurosa, rivoluzionaria parte della sua carriera. Emerso ai tempi del folk revival, passato attraverso la prova del fuoco della svolta elettrica, capace di catturare lo spirito dei tempi come di andare testardamente controcorrente, il cantante americano è già una icona del Novecento. Ha pubblicato sette album che, ad eccezione del primo che conteneva solo due canzoni originali, sono rappresentati in questo greatest hits, una sequenza micidiale di canzoni che va da “Blowin’ in the wind” agli estratti del doppio “Blonde on blonde”. Questa è la versione europea. La stampa americana aveva un’altra copertina e conteneva una sequenza di canzoni lievemente diversa.

Pubblicato:
1967, CBS

Stato culturale:
È il primo greatest hits di Bob Dylan, quello che ne riassume il periodo migliore. Contiene canzoni entrate nella storia e, per una volta, non è un modo di dire. È ancora il disco più venduto dell’artista negli Stati Uniti: 5 milioni di copie. Quando uscì, rappresentò per moltissime persone la porta d’ingresso al mondo di Dylan.

La produzione:
Dalle performance d’inizio carriera per voce chitarra e armonica, fino alle produzioni rock di Tom Wilson e Bob Johnston, “Greatest hits” testimonia la ricerca di un sound in grado di catturare lo spirito dei tempi, il processo per catturare quel “sottile e selvaggio suono al mercurio”, come lo definì l’artista parlando dell’album del 1966 “Blonde on blonde”.

La canzone fondamentale:
Sono quasi tutte fondamentali. La più rappresentativa della svolta rock è “Like a rolling stone”, a cui sono stati dedicati decine di articoli e persino un libro intero. È la canzone che ha cambiato la vita all’artista americano. Aperta dal celebre riff di organo di Al Kooper, incarna lo spirito spregiudicato e conflittuale del giovane Dylan, che pronuncia in modo inimitabile le parole del ritornello “How does it feel?”, sputandole in faccia alla sua interlocutrice. È una canzone di vendetta, spietata e chiassosa. Per il critico Greil Marcus, è la canzone che ha cambiato per sempre la musica popolare. Nacque da una sorta di sproloquio poetico di una ventina di pagine che Dylan definì “a long piece of vomit”.

La tracklist:
Lato A:
Blowin’ in the Wind
It Ain’t Me, Babe
The Times They Are A-Changin’
Mr. Tambourine Man
She Belongs To Me
It’s All Over Now, Baby Blue

Lato B:
Subterranean Homesick Blues
One Of Us Must Know
Like a Rolling Stone
Just Like a Woman
Rainy Day Women # 12 & 35
I Want You

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