Dal libro "Rock Therapy" di Massimo Cotto (Marsilio) proponiamo una "pillola" terapeutica: la canzone di oggi serve per abbronzarsi.
Maria
Blondie
No Exit, 1999
Una vita. Diciassette anni, per la precisione. Quando esce "Maria", nel 1999, gli amanti dei Blondie festeggiano e si guardano indietro. L’ultimo singolo, "War Child", risaliva al 1982. Quasi due decenni di silenzio e poi il botto, ancora una volta. Almeno in Inghilterra, dove "Maria" vola al primo posto delle classifiche e fa di Debbie Harry la cantante più vecchia (53 anni) a raggiungere la vetta delle charts. Va meno bene in America, forse troppo innamorata dei Blondie prima maniera per apprezzare la svolta pop, e a nulla è valso ricordare che i Blondie hanno sempre coltivato la voglia (e avuto l’abilità) di confezionare prodotti radiofonici e di immediata digeribilità. Debbie è stata un’icona femminile del post-punk, in grado di realizzare il miracolo di farsi adorare senza diventare un feticcio sessuale. «Adoravo Billie Holiday e Janis Joplin, ma non avrei mai voluto ritrarre quel tipo di donna, sottomessa e sofferente per le pene d’amore, che emergeva dai loro testi». La figura che Debbie impone è quella di una donna decisa, che tratta il rock come fosse un uomo senza tuttavia perdere nemmeno un briciolo di femminilità. I suoi Blondie sono stati ponte tra l’irruenza punk e il muro del suono spectoriano. Melodie accattivanti, ritmi irresistibili e ritornelli killer hanno fatto di lei e di loro una pasticca punk da ballare senza vergognarsi.
