“Religio” è il terzo lavoro in studio dei bolognesi Caron Dimonio, al secolo Giuseppe Lo Bue (synth, drum machine, chitarra, piano e voce) e Filippo Scalzo (già bassista dei Black Veils band Post Punk/New Wave bolognese, qui al basso). Dieci pezzi a cavallo tra post punk, new wave ed elettronica, scritti per lo più di notte in una sorta di dimensione religiosa (da cui il titolo “Religio”). Partendo dal presupposto che la religione è ciò che lega le persone al divino, i Caron Dimonio non credono nel divino ma credono che vi siano delle situazioni in cui l’essere umano e il pensiero vengono trasportati in una sorta di altrove, in cui il tempo è sospeso. Brutale e malinconico, il disco tratta tematiche legate alla morte, alla memoria e alla perdita, alla percezione e alla consapevolezza della finitezza dell’esistenza e del nostro inconscio, i testi sono non narrativi e nascono da quello che esperiamo quotidianamente. Registrato, mixato e masterizzato da Gianluca Lo Presti al Lotostudio di Filetto (Ravenna), il disco è stato prodotto da Gianluca Lo Presti e dai Caron Dimonio.
Caron Dimonio hanno settato la loro marcia lungo le linee di un suono che con il tempo ha trovato il giusto equilibrio, non troppo sintetico (e questo un po’ lo vedo sempre come un rischio) e mai troppo derivativo dal punto di vista della scelta dei suoni. E se l’obiettivo del gruppo era mettere sul piatto un bella tonnellata di disillusione vecchia scuola prima delle feste, direi missione compiuta...