NEWS   |   Vinile / 11/12/2017

Vinyl ID: “Yield", Pearl Jam

Vinyl ID: “Yield", Pearl Jam

“Every day is a vinil day” è un'iniziativa che ha lo scopo di far riscoprire e rivalutare il patrimonio discografico italiano ed internazionale di Sony anche nel formato "classico" del 33 giri in vinile. Radio Capital e Rockol sono media partner ufficiali dell’iniziativa, guidando ogni giorno all’ascolto di un album, anzi di un 33 giri, tra storie e aneddoti. L’appuntamento su Radio Capital è dal lunedì al venerdì in SettantaOttantaNovanta dalle 16 alle 17 e il sabato in Back & Forth tra le 16 e le 18.

Tra il 1991 e il 1997 i Pearl Jam erano passati dal ruolo di rockstar ad uno splendido isolamento. Nel ’94, in concomitanza con la pubblicazione del terzo album “Vitalogy”, fecero causa a Ticketmaster, agenzia che ha il monopolio della vendita dei biglietti dei concerti, e che impone prezzi salati a tutti. La causa finisce di fronte al congresso degli Stati Uniti, e verrà persa, ma ciò che è peggio è che Eddie Vedder e soci rimangono tagliati fuori dal circuito dei locali rock che contano, tutti in mano a Ticketmaster - finendo a suonare in posti come Casper in Wyoming  e  Las Cruces, Nuovo Messico.
Nel ’96, come se non bastasse, pubblicano “No code”, un album che è un capolavoro musicale, ma che - per input delle scelte di Vedder, che agisce da leader - porta il gruppo verso un suono inusuale, sempre più lontano dal rock aggressivo e diretto che li ha resi famosi. Poi arriva "Yield"

Pubblicato il
3 febbraio 1998

Stato culturale
I Pearl Jam tornano dopo le scene, dopo la lunga battaglia (persa) contro TicketMaster per il controllo dei propri concerti: “Yield” venderà più del “No code” - ma soprattutto permetterà alla band di trovare un bilanciamento tra la voglia di fare le cose a modo proprio e alcuni eccessi isolazionisti del periodo precedente. Si può essere rock e coerenti senza svendersi e senza combattere i mulini a vento. La carriera dei Pearl Jam ne è una dimostrazione continua, e “Yield ne è una delle migliori dimostrazioni.

La produzione
Nel ’97, quando la band inizia a lavorare a quello che diventerà il suo quinto disco, ilgruppo si ritrova a Washington agli Studio X e agli Studio Litho di Stone Gossard. E' Vedder il motore del cambiamento: la sua volontà di controllo aveva messo soggezione al resto della band nel periodo precedente, e lo splendido isolamento era in larga parte dovuto alla sua paura di fare dei Pearl Jam qualcosa di troppo grosso da maneggiare, dopo l’esplosione della bolla del grunge. Questa volta invece incita il resto della band a portare canzoni, è collaborativo: “C’è stato un periodo in cui eravamo intimoriti dalle sue reazioni, ora è più centrato”, commenta al tempo Mike McCready.

Sotto la guida di Brendan O’Brien - che aveva già prodotto i tre dischi precedenti - il risultato è “Yield”, un disco che riporta i Pearl Jam ad una dimensione più aperta, più rock. Lo testimoniano brani come l’iniziale e rabbiosa “Brain of J” .“Do the evolution”, che nell’estate del ’98 diventerà il primo videoclip ufficiale del gruppo dai tempi del primo disco: non è un singolo, la band non vi compare - tutto è affidato alla penna di Todd McFarlane, il fumettista famoso per l’anti-eroe “Spawn”

La canzone fondamentale 

“Whishlist”, una delicata e toccante canzone sotto forma di lista di desideri, appunto, sfumata alla fine perché i desideri non finiscono mai.

 

 

TRACKLIST:

Lato A
 "Brain of J."    
  "Faithfull"  
 "No Way"  
"Given to Fly" 
"Wishlist" 
"Pilate" 

Lato B
"Do the Evolution" 
 "Untitled" 
 "MFC"  
 "Low Light"  
 "In Hiding"   
"Push Me, Pull Me"     
"All Those Yesterdays"

Scheda artista Tour&Concerti
Testi