Vinyl ID: “Born to run", Bruce Springsteen

Vinyl ID: “Born to run", Bruce Springsteen

“Every day is a vinil day” è un'iniziativa che ha lo scopo di far riscoprire e rivalutare il patrimonio discografico italiano ed internazionale di Sony anche nel formato "classico" del 33 giri in vinile. Radio Capital e Rockol sono media partner ufficiali dell’iniziativa, guidando ogni giorno all’ascolto di un album, anzi di un 33 giri, tra storie e aneddoti. L’appuntamento su Radio Capital è dal lunedì al venerdì in SettantaOttantaNovanta dalle 16 alle 17 e il sabato in Back & Forth tra le 16 e le 18.

"Ho visto il futuro del rock 'n' roll e il suo nome è Bruce Springsteen": la frase è famosissima e venne scritta da Jon Landau, allora giornalista, in seguito manager e migliore amico dell'artista americano per eccellenza.  
Bruce Springsteen era una grande promessa che finale concretizzò con questo disco, travagliato nella realizzazione, capolavoro nel risultato.

Pubblicato il
Il 25 agosto del 1975

Stato culturale
La copertina - ideata da Eric Meola, ed entrata di diritto nell'iconografia rock come quelle di "London calling" dei Clash o "Pet sounds" dei Beach Boys - lo ritrae sorridente, con la sua Telecaster al collo, appoggiato a "Big man":  il Boss fa irruzione nel paromana mainstream con questa posa sorniona, stampata sulla cover del suo terzo album "Born to run", dopo i primi due dischi - "Greetings from Asbury Park, N.J." e "The wild, the innocent & the E Street shuffle" del '73 - apprezzati dagli appassionati ma non arrivati (almeno, non ancora) al grande pubblico. E non ne esce più. 
La sua fama dal vivo è già leggendaria, ma i primi due dischi, Greetings from Asbury Park” e “The wild, the innocent and the E Street shuffle”, sono stati un mezzo flop, ancora di più se si pensa che era stato messo sotto contratto dalla Columbia con l’ingombrante etichetta di “Nuovo Dylan”. "Born to run" è il disco che lo consacra definitivamente e lo porta nella leggenda.

La produzione
A rendere epica queste canzoni c’è l'idea sonora: un misto del “wall of sound” di Phil Spector, musica nera (blues e r ‘n’b) e rock ’n’roll, un impasto basato sul piano (quello di Roy Bittan) e sui fiati (il sax di Clarence Clemons, ovvio, ma anche i Brecker Brothers, destinati a diventare affermati jazzisti). E lui, The Boss, a fare da direttore d’orchestra, con le spalle coperte da Landau in cabina di regia,

La canzone fondamentale 
"Born to run" è la canzone più suonata nella carriera del Boss. Ma il brano che lo definisce come autore è "Thunder road": il sogno americano da inseguire, il romanticismo, il piano e la chitarra...
 


 

TRACKLIST:

Lato A
Thunder Road 
Tenth Avenue Freeze-Out 
Night 
Backstreets 

Lato B
Born to Run 
She's the One 
Meeting Across the River
Jungleland

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