Vinyl ID: “Blackstar", David Bowie

Vinyl ID: “Blackstar", David Bowie

“Every day is a vinil day” è un'iniziativa che ha lo scopo di far riscoprire e rivalutare il patrimonio discografico italiano ed internazionale di Sony anche nel formato "classico" del 33 giri in vinile. Radio Capital e Rockol sono media partner ufficiali dell’iniziativa, guidando ogni giorno all’ascolto di un album, anzi di un 33 giri, tra storie e aneddoti. L’appuntamento su Radio Capital è dal lunedì al venerdì in SettantaOttantaNovanta dalle 16 alle 17 e il sabato in Back & Forth tra le 16 e le 18.

Il capolavoro finale di David Bowie, la dimostrazione che anche in fase avanzata della carriera di un grandissimo artista si possono produrre dischi rilevanti e degni dei mostri sacri degli anni d'oro.

Pubblicato il
8 gennaio 2016, due giorni prima dekla morte di David Bowie.

Stato culturale
“Blackstar” è un capolavoro. La stampa e la critica lo scrivono giò settimane prima dell'uscita. E anche i fan sono già conquistati, quando arriva. Dopo la morte di Bowie, acquista uno status ancora più importante, una sorta di summa del suo genio, magia, e talento. E poi, sì, anche il miglior modo di salutare il proprio pubblico.

La produzione
Negli ultimi anni della sua vita, Bowie è un fiume in piena: dopo “The next day” pubblica una raccolta con canzoni inedite, e lavora a “Lazarus”, musical diretto da Enda Walsh,  sequel di “L'uomo che cadde sulla Terra”: le sue ultime apparizioni in pubblico saranno in quell’occasione, a dicembre del 2015. 
Ma soprattutto scova a New York un gruppo di musicisti che lo aiutano a lavorare a canzoni dalla struttura non convenzionale, dai suoni jazz. A guidare il gruppo è il sassofonista Donny McCaslin, codaiuvato dalla batteria di Mark Guiliana, a cui fanno da contorno Ben Monder (chitarre), Tim Lefebvre (basso) e Jason Lindner (tastiere). Un disco da suoni pazzeschi, contemporeaneamente retrò e d'avanguardia.

La canzone fondamentale 
“Blackstar". originariamente scritta per la serie televisiva “The Last Panthers”, è una suite lunga dieci minuti che fonde due composizioni distinte, uno stupendo montaggio ma assolutamente fluido che guida l’ascoltatore in territori musicali che vanno dal rock, all’orchestrale al jazz. Ma anche "Lazarus", con quella frase devastante:  "Look up here, I'm in heaven” di “Lazarus”

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TRACKLIST:

Lato A
Blackstar
'Tis a pity she was a whore
Lazarus. 

Lato B
 Sue (or in a season of crime)
Dollar Days
I can't give everything away

Dall'archivio di Rockol - La storia di "The rise and fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars" di David Bowie
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