Vinyl ID: “Trapezio”, Renato Zero

Vinyl ID: “Trapezio”, Renato Zero

“Every day is a vinil day” è un’iniziativa che ha lo scopo di far riscoprire e rivalutare il patrimonio discografico italiano ed internazionale di Sony anche nel formato "classico" del 33 giri in vinile. Radio Capital e Rockol sono media partner ufficiali dell’iniziativa, guidando ogni giorno all’ascolto di un album, anzi di un 33 giri, tra storie e aneddoti. L’appuntamento su Radio Capital è dal lunedì al venerdì in SettantaOttantaNovanta dalle 16 alle 17 e il sabato in Back & Forth tra le 16 e le 18.

E se la vita fosse un circo? E se gli uomini fossero acrobati? E se il mondo fosse una grande rappresentazione circense in cui bisogna aggrapparsi al volo a un trapezio per non cadere di sotto? A 26 anni d’età, Renato Zero non è ancora la star che conosciamo, ma fa un passo in avanti nella definizione della sua identità artistica e pone le basi per quel che verrà negli anni seguenti. “Io mi fido solo del mio strano istinto”, dice. “Volo sul trapezio rischiando ogni giorno […] Magari è solo un’invenzione… ma per non lasciarsi morire”.

Con “Trapezio” Zero riprende alcuni brani degli album precedenti e si spinge oltre, presentandosi come artista sensibile, osservatore privo d’ogni ipocrisia, interprete assieme eccessivo e “de core”. Sempre meno “Bowie italiano”, come lo chiamavano all’epoca, e sempre più Zero. Finalmente va in classifica e appare in tv. È un successo che somiglia a una rivincita.

Pubblicato
Autunno 1976

Stato culturale
In un periodo e in un clima culturale cui presentarsi en travesti e cantare certi versi era rivoluzionario, Renato Zero sembrava un alieno. “Trapezio” è un album importante nella sua evoluzione, quello che lo accompagna verso una definizione sempre più nitida del suo personaggio, un misto di teatralità, denuncia, introspezione. Così il cantante si descrive, all’epoca: “Non sono un numero. Voglio solo esistere, con le mie ambiguità e le mie contraddizioni”. E poi: “Non sono soltanto fondotinta e ambiguità, ho anche un’anima. Canto per quelli che partoriti oggi sono soli, drogati, condannati ingiustamente”

La produzione
“Ho l’impianto quadrifonico”, canta Renato Zero in “Metrò” rivolto alla persona che vorrebbe portarsi a casa. Siamo nel 1976, il mito dell’alta fedeltà sta diventando una cosa pop e Zero affida la produzione a Piero Pintucci, compositore, pianista e direttore d’orchestra, anche ai festival di Sanremo di quegli anni. “Trapezio” trova un suo equilibrio fra echi di glam rock e italianità, con un mix di strumenti acustici ed elettrici, parti di piano e tastiere dinamiche, per una concezione teatrale della musica che prevede parti drammatiche di organo e suoni di sintetizzatore che riflettono il gusto dell’epoca.

La canzone fondamentale
Il 1976 è uno degli anni d’oro della disco music, lo si sente in “Madame” che pur non essendo in quello stile ne riprende alcuni tratti, uniti a una sorta di pop teatrale, con un gran uso di parole tronche e di note staccate. Apparentemente è la fotografia di un amore per una “femmina” che va oltre l’aspetto fisico, in realtà nasconde un bell’autoritratto: “Sono una rarità in tutta la città. Di mostri come me cerca in giro ma non ce n’è”. Uscì su 45 giri abbinata a “Un uomo da bruciare”, con testo di Mogol. Zero ne ha pubblicata una nuova versione nel 2013.

La tracklist
A1 Il caos
A2 No! Mamma, no!
A3 Metrò
A4 Inventi
A5 Una sedia a ruote
A6 Motel
B1 Scegli adesso oppure mai…
B2 Un uomo da bruciare
B3 Hanno arrestato Paperino
B4 Madame
B5 Salvami!

Dall'archivio di Rockol - racconta "Zerovskij... solo per amore"
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