"Hearts that strain" è il nuovo album di Jake Bugg. Il 23enne cantautore britannico torna sulle scene, un anno dopo l'uscita del suo ultimo lavoro, con una manciata di canzoni prodotte da Dan Auerbach dei Black Keys e registrate a Nashville insieme ai collaboratori di Elvis, Dionne Warwick, Neil Diamond e Aretha Franklin. Il risultato? Un album che suona come un vecchio 33 giri, che ha il suono caldo e curato dei dischi di qualche decade fa. Lo abbiamo ascoltato:
Jake Bugg sforna un album che lo vede omaggiare in maniera ancor più evidente che in passato i suoi punti di riferimento artistici, i grandi songwriters folk e country, senza il bisogno di inseguire a tutti i costi i trend e i gusti del mercato nel tentativo di allargare un po' il suo pubblico. E di compromettere la sua identità di songwriter proprio non ne vuole sapere. Qualche mese fa ha raccontato che quelli della sua casa discografica volevano fargli fare il "salto", spingendolo a scrivere canzoni insieme ad altri autori. Gli ha risposto a muso duro: "Io sono un cantautore".