Beatles, all'asta l'atto di proprietà della tomba di Eleanor Rigby

Beatles, all'asta l'atto di proprietà della tomba di Eleanor Rigby

La casa d'aste Omega Auctions metterà all'incanto l'atto di proprietà della tomba di Eleanor Rigby, donna nata nel 1895 a Liverpool e sepolta nel sobborgo di Woolton dopo essere morta, a 44 anni, per quello che documenti d'epoca dichiarano essere un'emorragia celebrale: il nome della defunta è ovviamente legato a doppio filo all'omonima canzone dei Fab Four, che venne inserita nell'album "Revolver" del 1966.

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Il cimelio, che i curatori dell'iniziativa si aspettano di aggiudicare a una cifra compresa tra le 2000 e le 4000 sterline, sarà battuto nella stessa sessione che vedrà andare all'asta il manoscritto originale del brano, le cui quotazioni - attorno alle 20mila sterline - sono nettamente superiori. Nel lotto dell'atto di proprietà saranno inclusi anche una ricevuta rilasciata dall'artigiano che realizzò il monumento funebre e una bibbia datata 1899 sulla quale la defunta scrisse il suo nome.

Benché tomba facesse parte del cimitero della chiesa di St Peter, luogo frequentato in gioventù sia da McCartney che da Lennon, il bassista e cantante dei Beatles, nel 2008, ha smentito categoricamente di essersi ispirato a un personaggio realmente esistito: "Eleanor Rigby è un frutto solo della mia immaginazione", spiegò McCartney alla BBC quando all'asta finì il certificato di nascita di una Eleanor Rigby (probabilmente la stessa sepolta a Woolton), "Ma se qualcuno vuole spendere dei soldi per un certificato che provi l'esistenza di un personaggio immaginario, per me va bene". Nonostante le controversie sull'autenticità o meno del collegamento, il luogo di sepoltura della Rigby è diventato una delle tappe irrinunciabili per i beatlesiani in visita a Liverpool, tanto da essere inserito - benché in forma digitalizzata - nel video di "Free As a Bird", demo del '77 di Lennon ultimato nel '95 con i contribuiti degli altri Fab Four e considerato il "singolo della reunion" (virtuale) dei Beatles.

 

A proposito della scelta del nome "Eleanor Rigby", ecco cosa ne scrive Franco Zanetti nel suo "Libro Bianco dei Beatles" (Giunti, 2012)


McCartney: “Ero seduto al pianoforte quando mi vennero in mente le prime battute, testo compreso. ‘Daisy Hawkins, she picks up the rice in the church where a wedding has been...’. Fu quasi come un flusso di coscienza, e condizionò l’intera atmosfera della canzone. Ti chiedi: ‘Cosa intendo dire? È una strana cosa da fare, a meno che lei non stia facendo le pulizie. Quindi lei è la donna che fa le pulizie in chiesa, o c’è sotto qualcosa di più?’ Forse è una zitella della parrocchia, che non si sposerà mai: ed è questa l’ipotesi che scelsi. Sicché questa divenne una canzone sulla gente sola. Di gente anziana ne conoscevo molta: ero stato nei boy scout e spesso facevo visita agli anziani, come buona azione. Pensavo che fosse una cosa giusta da fare – e lo penso ancora. Così mi era capitato spesso di stare seduto insieme a signore anziane che raccontavano dei tempi della guerra e roba del genere, e quindi, dato che avevo ambizioni da scrittore, in un certo senso stavo raccogliendo materiale, stavo costruendomi un repertorio di personaggi e pensieri”.
A questo punto Paul aveva in mano un abbozzo di canzone (nel quale fra l’altro il nome Daisy Hawkins non gli piaceva).
McCartney: “Daisy Hawkins era un nome che non mi convinceva. Pensavo che non sembrasse abbastanza reale e al tempo stesso volevo che fosse abbastanza evocativo”.
Chiese il parere di Donovan, il collega cantautore che viveva in Maida Vale.
Donovan: “Un giorno ero nel mio appartamento e stavo ascoltando canzoni sul mio registratore Uher quando suonò il campanello. Era Paul, da solo. Mi cantò una frase musicale il cui testo diceva ‘Ola Na Tungee / Blowing his mind in the dark with a pipe full of clay / No-one can say...’. Le parole giuste non le aveva ancora”.
A questo punto i racconti cominciano a divergere.
McCartney: “Quando avevamo lavorato con l’attrice Eleanor Bron nel film 'Help!', il suo nome mi piaceva – era la prima volta che conoscevo una Eleanor”.
Lionel Bart (compositore e autore del musical 'Oliver!' ): “Paul è convinto che Eleanor gli fosse stato suggerito dal conoscere la Bron, ma io sono certo che l’abbia preso da una tomba di un cimitero vicino a Wimbledon Common dove un giorno stavamo passeggiando. Il nome completo era Eleanor Bygraves e Paul pensò che fosse adatto alla canzone. Venne nel mio ufficio e cominciò a suonarla sul mio clavicordo”.
McCartney: “Per il nome avevo deciso Eleanor, e mi guardavo intorno alla ricerca di un cognome credibile. Il cognome ‘Rigby’ lo vidi sull’insegna di un vecchio negozio di Bristol, una sera che stavo passeggiando per la città, nella zona del porto. Era gennaio, ero andato a trovare Jane che stava lavorando all’Old Vic”.
Il negozio era “Rigby & Evens Ltd, Wine & Spirits Shippers”, al 22 di King Street, dall’altra parte della strada rispetto al Theatre Royale dove Jane recitava in "The Happiest Days Of Your Life". 
“Pensai: ecco un cognome normale ma al tempo stesso particolare, proprio come lo volevo. Quindi, Eleanor Rigby. Ce l’avevo”.
Nel 1982, nel cimitero della parrocchia di St Peter a Woolton, fu individuata una tomba con il nome Eleanor Rigby. La Eleanor Rigby della tomba era nata il 29 agosto 1885 all’8 di Vale Road, a Woolton. In realtà il suo vero cognome era Whitfield (era figlia di un operaio a giornata di nome Arthur e di Mary Elizabeth Rigby), ma il nonno paterno aveva insistito perché prendesse il suo cognome, dato che questo rischiava di estinguersi per mancanza di figli maschi. Eleanor era vissuta a Liverpool, da ragazzina aveva lavorato come sguattera al City Hospital di Liverpool, all’età di 35 anni aveva sposato un uomo di 17 anni più anziano di lei di nome Thomas Woods, non aveva avuto figli, era morta il 10 ottobre 1939 di emorragia cerebrale, e in quella tomba era sepolta con il nonno John Rigby, sua moglie Frances e la loro figlia Doris.
McCartney: “O è stata una coincidenza o è stato, più probabilmente, il mio subconscio. In quel cimitero andavo spesso con John, a fumare qualche sigaretta di nascosto”.

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