Macklemore e Ryan Lewis: divertimento senza liturgia hip-hop al Lucca Summer Festival - FOTO GALLERY

Macklemore e Ryan Lewis: divertimento senza liturgia hip-hop al Lucca Summer Festival - FOTO GALLERY

"Dance, universal spirit, love and having fun". Parafrasando il testo della celebre canzone di Afrika Bambaataa e James Brown, questi sono, in estrema sintesi, i contenuti e i temi del concerto di Macklemore & Ryan Lewis che si è tenuto ieri nel Piazza Napoleone all'interno del cartellone del Lucca Summer Festival.

Il duo è molto amato in Italia e anche in questa data unica in Italia sono circa in 7000 ad acclamarli. Il set è molto semplice: c'è Macklemore, al secolo Benjamin Haggerty from Seattle, vero leader e padrone del parco, che rappa, salta, balla e coinvolge il pubblico con grande maestria. C'è Ryan Lewis, dj, producer e creatore dei suoni dei due dischi usciti fino a oggi, ma che dal vivo fa un po' fatica ad emergere: non prova nemmeno a fare il dj con vinili e campionatori, ma sta lì a picchiare su qualche rullante e piatti e a volte impugna una chitarra, senza però farne uscire un suono utile all'economia delle canzoni. Insieme a lui a completare la parte musicale Josh “Budo” Park che suona la tromba e il basso, ma senza esser particolarmente rilevante; a completare l'mc XP e cinque ballerini (3 street dancer e 2 ragazze). 

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Quindi musicalmente niente cambia dalle versioni ascoltate nei dischi, ma tutto è nelle mani dell'abile Macklemore, del suo flow sciolto e di grande tecnica e della sua capacità di coinvolgere
l'audience. “Thrift shop”, il loro più grande successo, viene subito inserito come seconda proposta del concerto, facendo subito saltare l'intera piazza, divertita anche dai visual che scorrono dietro con immagini di bizzarre offerte dei mercatini e degli hard discount.

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Il concerto – che è la versione estiva e alleggerita di quello passato in Italia un paio di inverni fa - si alterna tra canzoni dai testi un po' cazzoni tra gattini e meme (“Brad Pitt's Cousin”), critica alla politica americana (con la didascalica “Fuck Donald Trump”) e temi come l'amore universale (“Same love”), le dipendenze (”Drug Dealer”) e il consumismo (“Wing$”). Quello che manca forse è proprio tutta la liturgia del set hip-hop, fatto di campionamenti, citazioni e variazioni sul tema: qui tutto è molto preciso e calcolato, ma al pubblico poco importa perché Macklemore è uomo che riesce, tra un ode e l'altra all'Italia, a far spegnere gli smartphone per scatenare tutta la piazza in un salto liberatorio in “Can't hold us” e fare un stage diving tra le prime file. Potere della musica e di un bravo performer. C'è anche lo spazio per l'ultimo singolo “Glorious”, che il pubblico conosce già a menadito.

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“And we danced” e “Dance off” sono i pezzi più tamarri della discografia del duo: il primo racconta la storia di Raven Bowie, interpretato dallo stesso rapper, figlio stupidotto di Samuel Jackson e Lady Gaga, mentre il secondo è il solito siparietto di gara di ballo tra due ragazze prese dal palco. Chiude “Downtown”, unico pezzo in cui si celebrano le origini dell'hip-hop e in video compaiono Melle Mel, Grandmaster Caz e Kool Noe Dee, mentre il ritornello è cantato direttamente sul palco da quello strano figuro Eric Nally dei Foxy Shazam che segue M&RL solo per l'esibizione di un paio di minuti. Chiude l'ora e mezza scarsa “I feel good” anche per ribadire dove tutto è iniziato.

(Michele Boroni)

SETLIST
"10.000 Hours"
"Thrift Shop"
"Brad Pitt's Cousin"
"Wing$"
"Fuck Donald Trump"
"Same Love"
"Mask Off / Drug Dealer"
"Glorious"
"White Walls"
"Can't Hold Us"
"And We Danced"
"Dance Off"
"Downtown"

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