Heavy metal Pub – shots: Quiet Riot

Heavy metal Pub – shots: Quiet Riot

Il bar è aperto, fate le vostre ordinazioni. Sedetevi o appoggiatevi al bancone, perché oggi all’Heavy metal pub si parla ancora di Quiet Riot… e a farlo sono proprio loro in prima persona, raccontandosi. Ecco una serie di brevi pillole e dichiarazioni rilasciate nel corso degli anni da alcuni membri della band: rock on e… Cum on Feel the Noize!

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In sostanza, i Quiet Riot firmarono un contratto discografico solo perché il produttore Spencer Proffer aveva bisogno di un cantante che incidesse una cover di “Cum on Feel the Noize”. Ha pensato: “Troverò uno che registri il pezzo e ne farò un successo”.
[Rudy Sarzo]

Nel 1983, quando “Metal Health” andò al numero uno in classifica, avremmo dovuto essere in nomination per un Grammy. Insomma, è una cosa pazzesca, ma ci hanno del tutto snobbato: la Commissione dei Grammy ci ha completamente ignorati. Il risultato che abbiamo ottenuto era incredibile, ma nessuno voleva riconoscerlo.
[Frankie Banali]

Credo che l’onestà non sia sempre la miglior politica. Non saprei. Ha allontanato molte persone da me, per qualche motivo. Non mi ha fatto bene. Ha danneggiato la mia carriera.
[Kevin DuBrow]

Kevin era uno pazzo, esuberante, con un ego enorme. Era il vero spirito dei Quiet Riot.
[Frankie Banali]

La mia vecchia band [i Quiet Riot – ndr] amava coinvolgere il pubblico e l’unico modo che conoscevamo per farlo era superare ogni limite.
[Randy Rhoads]

Dopo avere sentito milioni di volte, agli inizi, la frase “I Quiet Riot? Non ce la faranno mai!”, ora provo molta soddisfazione e ci rido sopra…
[Frankie Banali]

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