Heavy metal pub - the mix: Scorpions

Heavy metal pub - the mix: Scorpions

Relax e rock di quello potente, ma con la giusta dose di melodia. Oggi all’Heavy metal pub si rivive la magia di una band epocale, che dalle terre di wurstel crauti e birra ha saputo conquistare il cuore di milioni di fan in tutto il mondo.

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Chi non ha mai ascoltato – e magari cantato con trasporto – “Winds of change” oppure la Power Ballad (maiuscola!) per eccellenza, “Still loving you”? Sicuramente quasi tutti lo abbiamo fatto, perché si tratta di due brani-icona che hanno segnato l’immaginario popolare rock e non. Gli autori sono proprio i tedeschi Scorpions, sulle scene dal lontano 1965 per iniziativa del chitarrista Rudolf Schenker.

Gli esordi della band furono caratterizzati da influenze beat, con Schenker alla voce: ci vollero cinque anni per arrivare a un sound più hard e – soprattutto – all’ingresso in formazione del cantante Klaus Meine e di Michael Schenker (fratello di Rudolf, che sarebbe però durato lo spazio di un solo album – quello di esordio). Ma dopo un radicale rivoluzionamento della formazione, finalmente arrivò una raffica di quattro album consecutivi che gettarono le basi di quello che sarebbe divenuto un successo mondiale senza precedenti: titoli come “Fly To The Rainbow” (1974), “In Trance” (1975), “Virgin Killer” (1976) e “Taken By Force” (1977) sono veri pilastri delle discografie degli amanti dell’heavy rock e dell’heavy metal, anche se all’epoca non arrivarono a essere notati dal grande pubblico.

La vera svolta si palesò con l’ennesimo cambiamento di formazione (il chitarrista Uli Roth lasciò la band) e l’uscita di uno dei live album più ascoltati nella storia del rock duro: “Tokyo Tapes”. Con una nuova line-up – la più iconica del gruppo – che constava di Klaus Meine alla voce, Rudolf Schenker alla chitarra ritmica, Matthias Jabs alla solista, Francis Buchholz al basso e Herman Rarebell alla batteria, gli Scorpions sfornarono “Lovedrive” (1979: il disco da molti considerato l’apice creativo della band), seguito poi da “Animal Magnetism” (1980) e “Blackout” (1981: un disco in cui intervenne anche Don Dokken a fare momentaneamente le veci di Meine che si era dovuto sottoporre a un intervento alle corde vocali). Tutti tasselli di una scalata al successo sempre più rapida, che raggiunse il suo culmine con “Love At First Sting” del 1984: un album che entrò nelle classifiche di vendita di tutto il mondo, trainato dal singolo a presa rapida “Rock You like A Hurricane”.

Incredibilmente – o forse con una saggia mossa – la band si prese un periodo sabbatico proprio quando aveva raggiunto il culmine: fra il 1985 e il 1988 le attività si fermarono, per un ritorno con l’album “Savage Amusement” (1988), seguito da “Crazy World” (1990): qui era presente “Winds Of Change”, la ballatona che divenne uno dei brani-simbolo dei mutamenti politici che l’Europa stava vivendo (la caduta del Muro di Berlino, il riassetto dell’ex URSS...). Una seconda rinascita, quindi, che avrebbe però dovuto fare i conti con l’alba degli anni Novanta e i cambiamenti che investirono il panorama della musica rock: il grunge, l’alternative rock, l’indie rock, il nuovo punk... improvvisamente gli Scorpions sembravano appartenere a un’altra era, accantonati da sonorità percepite come più nuove e attuali. Ma una band che era già nata e rinata più di una volta, non poteva certo soccombere così facilmente... e così è stato: loro hanno resistito.

Superati gli anni bui senza smettere di incidere dischi ed esibirsi dal vivo, gli Scorpions hanno mostrato tenacia e – soprattutto – la bontà della loro formula. E neppure l’idea di ritirarsi dopo un tour d’addio, nel 2010, ha resistito alla voglia e all’impellenza di continuare a far musica: nessun ritiro, avevano scherzato. Anzi, non vedevano l’ora di festeggiare i 50 anni di attività!

 

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