Prima volta sul palco del tradizionale "concertone" di Piazza San Giovanni per Ermal Meta: abbiamo incontrato il cantautore in camerino, poco prima della sua esibizione. Ecco cosa ci ha detto:
"Faccio parte del partito della gavetta e quindi ho sempre saputo che bisognava lavorare parecchio per raggiungere determinati obiettivi, e questo è uno di quelli. Il Primo Maggio l'ho sempre seguito da casa. Diciamo che il 2017 è per me l'anno giusto. Ed è una grande emozione portare sul palco del 'concertone' il messaggio del mio disco, quello di 'Vietato morire': riuscire ad arrivare alle persone con un messaggio e non con un motivetto facile da cantare mi dà grande soddisfazione".
Ermal Meta quest'anno è anche tra i giudici del serale della sedicesima edizione di "Amici":
"L'accanimento nei confronti del talent lo trovo stupido. I talent fanno scouting, quello che non fanno più le case discografiche. Faccio il mio e mi trovo a mio agio perché c'è molta professionalità: cerco di fare al meglio il mio lavoro, o meglio il compito per cui sono stato chiamato lì".
Sul "concertone" e sul Primo Maggio, infine:
"È un modo per festeggiare insieme. Anche se gran parte della gente sotto il palco non ha lavoro, quindi è più la festa dei non-lavoratori. D'altra parte, bisogna pensare che non si risolve nulla con un concerto: per cambiare le cose bisogna scendere in piazza, non ballare di fronte a un palco. Che senso ha questo concerto? Con questo concerto si può festeggiare musicalmente il simbolo di una giornata: l'arte crea e solidifica la coscienza storica di un paese".