Addio a Gianni Boncompagni

Addio a Gianni Boncompagni

E' morto oggi a Roma all'età di 84 anni Gianni Boncompagni, uno dei grandi innovatori dello spettacolo italiano.

Nato ad Arezzo nel 1932, alla carriera di autore e regista radiofonico e televisivo Boncompagni affiancò anche la carriera di autore di canzoni, che lo vide prestare la penna da paroliere ad alcuni dei nomi più noti della canzone italiana: tra i suoi brani più noti vanno ricordati la versione italiana di "But You're Mine" di Sonny Bono ("Ragazzo triste", portata al successo da Patty Pravo), "Non basta sai" (su musica di Jimmy Fontana, per Renato Zero), "La scala buia" (su musica di Franco Bracardi, per Mina) e "Tuca tuca", "Tanti auguri", "Rosso" e "Amico" per Raffaella Carra, alla quale fu legato da una relazione sentimentale.

"Abbiamo guadagnato cifre spaventose", riferì lo stesso Boncompagni a Francesco Sala per il Giornale riguardo la sua collaborazione con Bracardi: "Quel pezzo de 'La Grande Bellezza', 'A far l’amore comincia tu', l’avevamo scritto noi. Mammamia la Siae! Cifre spaventose. Ho domandato: 'Ma com’è possibile che io prenda più di un Gino Paoli?'. Mi è stato risposto che non c’è solo l’Italia, quei successi sono in tutto il mondo. 'Com’è bello far l’amore da Trieste in giù' in Sudamerica non puoi capire, la ascoltano tutti. E io sono anche editore".

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A inizio carriera Boncompagni si cimentò anche in veste di cantante, con lo pseudonimo di Paolo Paolo, registrando i brani "Prendi il mondo" (1965) e "Tre civette su comò" (1966):

Il suo nome resta legato a una delle pagine più tristi della storia della canzone italiana, ovvero la scomparsa di Mia Martini: Boncompagni fu infatti indicato dalla cantante come uno dei latori della maldicenza che l'avrebbe logorata e quindi uccisa. A riferirlo fu lei, in un'intervista rilasciata a Epoca nel marzo del 1989:

"La delusione più cocente me la diede Gianni Boncompagni, un amico per l'appunto. Una volta fui ospite a Discoring, lui era il regista. Appena entrai in studio sentii Boncompagni che diceva alla troupe: ragazzi attenti, da adesso può succedere di tutto, salteranno i microfoni, ci sarà un black out"

Boncompagni fu anche l'ideatore, insieme a Renzo Arbore, di "Bandiera gialla", trasmissione musicale andata in onda tra il '65 e il '70 sul secondo canale radiofonico della Rai che introdusse al pubblico italiana alcuni dei nomi più in vista dell'allora panorama musicale statunitense e britannico.

"La nostra amicizia è nata quando avevamo all'incirca 25 anni. Un'amicizia non conclusa ora che eravamo più vicini agli Ottanta che ai Settanta, come diceva sempre lui con il suo straordinario spirito toscano", l'ha ricordato - all'agenzia ANSA - l'amico e sodale Renzo Arbore: "Per me è stata un'amicizia provvidenziale, spero lo sia stato anche per lui. Ci conoscemmo ai tempi di quando frequentavamo il corso di maestro programmatore, eravamo compagni di banco. Aveva una visione moderna della vita, un senso d'umorismo all'avanguardia. Una visione che lo ha portato a rivoluzionare la radio e la tv. Spero di essergli stato utile con il mio atteggiamento più riflessivo e romantico, ma altrettanto teso a rivoluzionare la radio e la tv".

Il suo nome fu citato anche da Vasco Rossi nel brano "Delusa", brano incluso in "Gli spari sopra" del 1993 dedicato alle ragazze di "Non è la RAI", uno dei programmi ideati da Boncompagni.

A dare notizia della sua scomparsa sono state le figlie Claudia, Paola e Barbara, per mezzo di una nota consegnata sempre all'agenzia ANSA:

"Dopo una lunga vita fortunata, circondato dalla famiglia e dagli amici se n'è andato papà, uomo dai molti talenti e padre indimenticabile"

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