Tutti sul palco con Ron per il concerto-evento a Milano – RECENSIONE

Tutti sul palco con Ron per il concerto-evento a Milano – RECENSIONE

L’ultima a entrare nel camerino di Ron è Loredana Bertè. I due si abbracciano. “Forte ‘Malala’”, dice lui, riferendosi alla canzone dedicata alla Premio Nobel per la Pace Malala Yousafzai che hanno appena interpretato sul palco del Teatro Dal Verme di Milano. “Fortissima”, dice lei, “se la portavamo a Sanremo vincevamo a mani basse. E non è detto che l’anno prossimo io non ci vada a Sanremo, dipende dal disco che faccio. E se c’è la scimmia, le sparo”. Francesco Gabbani non c'è. In compenso ci sono Luca Barbarossa, Elodie, Annalisa, Tosca. Hanno tutti partecipato al concerto-evento di Ron a Milano che si è appena concluso, prima data di un tour teatrale: ventuno canzoni, due ore e mezza di musica, tanti ospiti, ricavato a favore della Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica (Aisla) per la quale il cantautore di Dorno si spende, e parecchio, da anni. La musica italiana ha mostrato il suo lato buono. O, per dirla con Ron, “è l’Italia che canta quando c’è bisogno di cantare”.

Il primo a salire sul palco è l’ex calciatore Massimo Mauro, oggi presidente dell’Aisla, che spiega che in passato dischi e concerti di Ron – escluso il recente, doppio “La forza di dire sì” che ha ispirato questo concerto – hanno fruttato all’associazione 200 mila euro. Poi parla la musica. “Le foglie e il vento” delicata, con un inizio per sole voce e chitarra è accolta nel silenzio assoluto. Sul palco con il cantautore c’è il gruppo La Scelta, band di cinque elementi fra rock classico e pop contemporaneo. Le canzoni hanno spesso introduzioni parlate. Ron spiega che quando va a trovare i malati di Sla ne esce “con una grande forza di vivere: sono amici fragili, ma sono anche degli eroi”. E proprio “Caro amico fragile” è il titolo del primo duetto, con Nek, dell’album del 2004 ispirato al romanzo di Robert Schneider “Le voci del mondo”. Luca Barbarossa regala qualche minuto di cabaret prima di duettare in “Cuore di vetro”, un ritratto dello stesso Ron scritto da Renzo Zenobi.

Per “Il mondo andrà una grande anima”, ispirata all’impresa di Mathias Rust, il tedesco atterrato con un piccolo aereo da turismo sulla Piazza Rossa nel 1987, sale sul palco la violoncellista Giovanna Famulari, per “Stella mia” un applaudissimo, ma non impeccabile Max Pezzali. Uno dei duetti più graditi dal pubblico e dallo stesso Ron è quello con Elodie, “una delle voci più belle che abbia sentito in questi anni”. Di “Piazza Grande” però sorprende maggiormente per l’accompagnamento al pianoforte del Maestro Giuseppe Barbera, con citazione di “L’anno che verrà”. Altra performance notevole è quella di “Libertà”, cover di “Freedom” di David Gray con la voce di Syria e un arrangiamento per dobro e tastiera elettrica, segno dell’interesse di Ron per il cantautorato anglosassone e dalla versatilità del gruppo che l’accompagna. Il più applaudito è però Francesco Renga. “Vieni quassù”, urla una fan accaldata.

L’atmosfera è rilassata, Ron ama chiacchierare, il ritmo è blando. Federico Zampagliene stupisce più per l’accompagnamento e l’assolo di chitarra elettrica che per l’interpretazione vocale di “Chissà se lo sai”, Tosca rievoca la vittoria al Festival di Sanremo del 1996. Nel finale, Ron resta solo alla chitarra per “Il gigante e la bambina” e al piano per “Non abbiam bisogno di parole”, forse la più apprezzata della serata. Annalisa, “una grande cantante, la più dotata in questo momento”, sale sul palco per interoretare con Ron la cover che non hanno potuto cantare a Sanremo, “Insieme a te non ci sto più”, ricordo di un tempo “in un cui non c’erano i talent, ma i talent scout”. Infine tutti gli artisti rimasti – Bertè, Elodie, Pezzali, Nek, Syria, Annalisa, Tosca, Zampaglione, Barbarossa, Omar Pedrini – tornano sul palco per il finale corale sulle note di “Una città per cantare”. Non viene eseguita “Joe Temerario”, che pure era prevista dalla scaletta. Peccato per le sedie rimaste vuote: lo spettacolo meritava un sold out.

“L’Aisla” dice il cantautore “mi ha dato la possibilità di diventare un’altra persona. Ho imparato che cosa vuol dire avere dignità e come resistere ai momenti di grande dolore. Essendo cattolico non sono d’accordo con l’eutanasia, ma sono attento a chi soffre. Nessuno può entrare nella testa di un malato, quindi non punto il dito contro nessuno”. Dopo due ore e mezza, è contento, ma affaticato: “Tutti i cantanti sono venuti a provare questo pomeriggio e quindi è come se avessi fatto due concerti, oggi”.

SET LIST:
"Le foglie e il vento"
"Al centro della musica"
"Caro amico fragile" (con Nek)
"L'ottava meraviglia"
"Cuore di vetro" (con Luca Barbarossa)
"Il mondo avrà una grande anima"
"Stella mia" (con Max Pezzali)
"Malala" (con Loredana Berté)
"Anima" (con Luca Carboni)
"Libertà" (con Syria)
"Piazza grande" (con Elodie)
"Un momento anche per te" (con Francesco Renga)
"Chissà se lo sai" (con Federico Zampaglione)
"Cosa sarà"
"Vorrei incontrarti fra cent'anni" (con Tosca)
"Il gigante e la bambina"
"Non abbiam bisogno di parole"
"Aquilone" (con La Scelta)
"Insieme a te non ci sto più" (con Annalisa)
"Il sole e la luna" (con Omar Pedrini)
"Una città per cantare" (con tutti gli ospiti)

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