Il geniale compositore e musicista Brian Eno ha usato i social per diffondere il proprio messaggio d'inizio anni, rivolto al mondo e alle persone, insistendo sul concetto di uguaglianza.
Eno ha definito il 2016 come un anno "piuttosto duro" e si domanda se sia stato la fine, piuttosto che l'inizio di un "lungo declino":
Il declino include il passaggio dal lavoro fisso alla precarietà, la distruzione dei sindacati e la restrizione dei diritti dei lavoratori, i contratti a zero ore, la fine delle amministrazioni locali, il servizio sanitario che crolla, il sistema scolastico senza fondi regolato da esami insignificanti, l'accettazione crescente della stigmatizzazione degli immigrati, il nazionalismo ignorante e l'amplificazione del pregiudizio amplificata dai social media e da Internet.
Ed Eno incolpa per il declino della democrazia le grosse diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza, per cui esorta i lettori a creare un grande movimento:
Ci vorrà impegno: non solo tweet, like e swipe sugli schermi, ma azione politica e sociale pensata, creativa. Se vogliamo la generosità sociale, allora dobbiamo pagare le tasse per liberarci del loro peso. E se vogliamo dei politici competenti, dobbiamo smettere di votare per quelli che hanno solo carisma.
Infine conclude:
la disuguaglianza mangia il cuore della società, portando disprezzo, risentimento, invidia, sospetto, bullismo, arroganza, e ignoranza. [...] Se vogliamo un futuro decente dobbiamo allontanarci da tutto ciò, e penso che lo stiamo facendo.