Marco Mengoni al Forum di Assago: la recensione del concerto
Sembra che il concerto sia finito al Forum di Assago. Sono già passate più di due ore all’insegna della spettacolarità, Mengoni ha cantato con il cuore dimostrando uno straordinario controllo vocale e un modo coinvolgente di stare sul palco. C’è già stato un articolato bis, con tanto di percussionisti che hanno intonato una marcetta di guerra per introdurre la celebre “Guerriero”, grande successo del 2014. Le luci sono accese, il pubblico che ha riempito il palazzetto, parterre compreso, si dirige verso l’uscita, e dalle porte arrivano già le folate di freddo di questa serata autunnale. A questo punto arriva il vero colpo di scena: entra nuovamente la band al completo, fiati, coriste, percussioni di vario tipo, e al loro seguito il giovane artista. Niente abiti sgargianti, niente luci o macchina del fumo per il loro ultimo ingresso. Eseguono un piccolo medley di repertorio reggae, con un’indimenticabile versione di “Could you be loved” che chiude questa chicca finale. Proprio come i titoli di coda di un film che ha saputo emozionare, scorrono alle loro spalle i nomi dei componenti della band e dell’entourage di Mengoni, mentre loro sul palco sembrano divertirsi ora più che mai. Questo dettaglio mi ha colpito più di tutti gli effetti speciali dello show: la gioia di fare musica e di intrattenere, e soprattutto, un originale gesto di affetto, se vogliamo, verso il proprio pubblico.
La prima delle due tappe milanesi del #MENGONILIVE2016 vede un pubblico molto coinvolto e affezionato ai brani del cantautore di Viterbo. Si percepisce fin da subito, dal grande puntualissimo boato non appena le luci si abbassano. A questo entusiasmo Marco e la sua band rispondono con un live che ha saputo portare grande varietà di generi e di atmosfere all’interno della stessa serata. La formazione è ambiziosa e coinvolge un gran numero di strumenti: tastiere/synth, due chitarre, basso, batteria, due coriste e il colore caldo dei fiati (tromba, trombone e sax). Mengoni prepara con cura il suo ingresso in scena su “Ti ho voluto bene veramente”, uscendo direttamente dallo schermo a fondo palco, che si schiude a ritmo lento. La prima parte della scaletta si chiude sull’acclamata “Parole in circolo”, accompagnata dal suono morbido della chitarra acustica. L’insieme è davvero interessante ma le scelte ardite portano dei tempi tecnici per il cambio palco che rendono lo spettacolo a volte un po’ frammentario. Il pubblico sembra comunque non curarsene, soprattutto perché i tempi morti vengono suppliti da una grande capacità di Mengoni di stare letteralmente “in mezzo alla gente”. Dopo l’atmosfera “disco” che si respira sulla doppietta “One dance” e sulla successiva “Onde”, troviamo il cantante sospeso a mezz’aria con un’imbracatura che lo conduce, sorvolando il parterre, direttamente al centro del Forum: «Adesso ce la canteremo un po’ più da vicino», afferma dandosi un’occhiata intorno. Il concerto assume a questo punto tinte più intime sul recente successo “Sai che” e sulle seguenti “Ad occhi chiusi” e l’amarcord di otto anni fa “In un giorno qualunque”.
La seconda parte della setlist si infiamma sul soul di “Tonight” e “Freedom”, e sul sapore funky di “I got the fear”, con un potente intro di basso in slap: il cambio d’abito è stavolta rapidissimo e le coriste Yvonne Park e Barbara Comi emergono con le loro voci spettacolari. C’è da dire che lo stesso Mengoni si diverte molto con i colori della sua voce quando canta in inglese, abbracciando le tinte più “black” del suo timbro con grande naturalezza. Una scoperta della serata è senza dubbio l’inedito “Se imparassimo”, una delle novità contenute nel disco in uscita “Marco Mengoni Live”, disponibile dal prossimo 25 novembre.
La serata procede all’insegna di questo scambio reciproco tra l’artista e il suo pubblico: Mengoni regala un’anteprima del suo ultimo progetto, i presenti confermano la loro ammirazione con una fan action in “Solo due satelliti”, sventolando un cartello con su scritto “Mano alla mano”, frase basata sulla canzone preferita del cantante, “C’è tempo” di Ivano Fossati. La risposta dell’artista, oltre a un commosso ringraziamento, è un finale con il botto: un medley alla maniera della disco music che fa ballare tutto il palazzetto. Insomma, l’instancabile Mengoni sembra avere sempre un asso nella manica per i suoi (giustificati) ammiratori.
(Vittoria Polacci)
SETLIST:
Ti ho voluto bene veramente
Non me ne accorgo
Nemmeno un grammo
Parole in circolo
Esseri umani
Ricorderai l’amore
One dance + Onde
Pronto a correre
Sai che
Ad occhi chiusi
In un giorno qualunque
Tonight
I got the fear
Freedom
Se imparassimo
Non passerai
Solo due satelliti
L’essenziale
La valle dei re
Medley disco: una parola + I fell love + Io ti aspetto
BIS:
Guerriero
Medley reggae