Rick Wakeman al Teatro Greco di Taormina: la recensione del concerto

Rick Wakeman al Teatro Greco di Taormina: la recensione del concerto

Un concerto acustico per pianoforte, unica data in italia, ieri 20 luglio a Taormina per Rick Wakeman, al Teatro Greco.
Wakeman, eclettico tastierista inglese famoso per aver fatto parte, a più riprese (si contano quattro abbandoni e successivi ritorni dal 1971 al 2005), dello storico gruppo di rock progressivo Yes, ma con una nutrita discografia solista alle spalle, ha proposto al pubblico siciliano una delle sue tante sfaccettature, quella di pianista classico; spogliatosi infatti di tutti gli orpelli che accompagnano una rock band come gli Yes, e messe da parte le tastiere elettroniche, di cui lui stesso è stato uno dei pionieri nonché innovatore, ha eseguito per un’ora e mezzo una serie di brani strumentali al pianoforte; in sei brani è stato  accompagnato dalla cantante catanese Valentina Blanca, che ha già collaborato col pianista in alcuni brani di studio.

Wakeman si presenta con un completo scuro a righe multicolore e la sua oramai leggendaria chioma fluente bionda (o meglio biondo-grigia, visti i suoi 67 anni), si siede a un pianoforte Steinway & Sons e ha dietro una scenografia costituita da una palazzina bianca con porte e finestre; il concerto inizia col celebre canone di Pachelbel con una base orchestrale pre-registrata, espediente a cui ricorrerà in seguito anche per il brano "The dance of a thousand lights", spiegando di dover ricorrere a un “piano karaoke” perché com’è evidente su quel palco non ha a disposizione orchestra e coro, indispensabili per la buona resa del brano.

Ogni brano eseguito viene preceduto da una introduzione parlata, in cui l’artista ne spiega la provenienza, condendo la presentazione con aneddoti e battute, di cui molte autoironiche come quando dice che i suoi divorzi sono stati più difficili di quelli di Enrico VIII (alle sei mogli del quale è dedicato il suo album solista più famoso), in quanto il Re se ne usciva tagliando la testa della moglie, invece lui ha dovuto cedere le sue case; o quando, introducendo una lunga suite di quattro brani tratti da King Arthur, consiglia a chi deve andare in bagno di approfittarne…
Ma Wakeman è famoso, oltre che per gli album realizzati con gli Yes e come solista, anche per avere suonato le tastiere come sessionman con tantissimi artisti famosi, e quindi lo spettacolo di Taormina è anche un’occasione per celebrare un paio di queste collaborazioni: Life on Mars di David Bowie, con conseguente tributo all’artista recentemente scomparso che era anche un suo grande amico nonché vicino di casa in Svizzera, e "Morning has broken" di Cat Stevens, primo brano della serata che vede l’aggiunta di Valentina Blanca alla voce e che ne fornisce una commovente interpretazione; la cantante catanese presta la voce anche ad "Amazing Grace", dall’omonimo film, all’ultima parte della suite di "King Arthur (Merlin the magician)", "Hymn" e "Julia" dal musical “1984” scritto con Tim Rice, e il bellissimo finale con "The Meeting", scritta assieme a Jon Anderson per il progetto “Anderson Bruford Wakeman Howe” (uno spin-off degli Yes “esclusi” dalla formazione ufficiale), e che per l’occasione viene proposta, oltre che col testo originale inglese, con un testo adattato in italiano.
Prima del finale non può mancare inoltre un cavallo di battaglia delle esibizioni live di Wakeman: la sua reinterpretazione della beatlesiana "Eleanor Rigby" nello stile di Prokofiev, ispirata agli esercizi di stile che gli facevano fare al conservatorio.

Purtroppo il concerto è penalizzato da un pubblico esiguo, meno di 200 persone in un teatro che ne può contenere almeno 20 volte tanto; ma il pubblico taorminese, composto in prevalenza da signori di mezza età con qualche sparuta presenza giovanile, resta comunque molto caloroso e apprezza ogni brano eseguito, e molti dimostrano di capire anche i suoi dialoghi in lingua inglese ridendo alle numerose battute; l’artista inglese sembra comunque soddisfatto di quella che è la sua prima esibizione in Sicilia: le sue dita che volteggiano sulla tastiera del piano, la maestria nell’eseguire in modo impeccabile e spesso a occhi chiusi melodie arzigogolate e avventurose, lo fanno apparire come un vero e proprio pianista classico piuttosto che come un tastierista che ha fatto la storia del rock progressivo. La presenza dell’ottima Valentina Blanca alla voce in sei brani rende inoltre unico il concerto, e introducendola a più riprese Rick sottolinea la sua bravura, ironizzando ogni volta sul fatto che lui non sa cantare.

A fine concerto, e dopo che Wakeman si è prestato a fare autografi e foto a praticamente tutti i presenti, la Blanca ci racconta com’è nato il  sodalizio con Wakeman: il suo fidanzato è un grande fan degli Yes, e un giorno ha provato a scrivere a Rick un’email chiedendo se fosse interessato a registrare delle canzoni per lei, allegando dei demo, e ricevendo con loro grande sorpresa una risposta positiva; finora hanno registrato insieme (via internet) quattro brani, scritti da Bruno Rubino, batterista del gruppo Fiaba: La bambola di pezza, che ha riscosso un grande successo su Youtube, e Volano le farfalle, entrambi già disponibili sulle piattaforme digitali, mentre gli altri due sono in attesa di pubblicazione. Nelle intenzioni dell’artista ci sarebbe la realizzazione di un intero album con l’illustre tastierista, ma confessa che essendo il progetto molto dispendioso non sa ancora se e quando ciò avverrà. Scopriamo comunque che il concerto di stasera è stato organizzato proprio dalla Blanca e dal fidanzato, che si sono attivati facendo da tramite tra il management e l’organizzazione Taormina Arte, rendendo così possibile per la prima volta l’esibizione della coppia dal vivo.

A Wakeman invece chiediamo dei progetti futuri, e ovviamente non può che parlarci dell’imminente tour con Jon Anderson e Trevor Rabin, “esiliati” degli Yes, che partirà questo autunno gli USA e si sposterà nel 2017 in Europa, Giappone, Australia e “in qualsiasi altro posto riescano a mandarci prima che moriamo!”.
Ma è previsto un album di studio realizzato da questo trio?  Rick risponde che hanno ricevuto in questo senso molte proposte da etichette discografiche, e in effetti ci hanno già pensato e hanno persino scritto dei nuovi brani, ma siccome non suonano insieme da 25 anni (dall’album Union del 1991) pensano che sarebbe “avido” da parte loro fare un album subito; quindi preferiscono prima fare il tour per “conoscersi” di nuovo e probabilmente a inizio 2017 inizieranno a lavorarci.

(Andrea Grasso)


SETLIST:
Pachelbel Canon in D
Catherine of Aragon / Catherine Howard
Morning has broken
And you and I / Wondrous Stories
Amazing grace
Arthur / Guineviere / Last battle
Merlin the magician
Life on Mars
The hymn
The dance of a thousand lights
Julia
Eleanor Rigby
The meeting

 

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