Comunicato Stampa: L'industria discografica contro il file sharing illegale

La redazione di Rockol non è responsabile del contenuto di questa notizia, che è tratto da un comunicato stampa. Artisti, etichette e aziende che vogliono rendere note le proprie iniziative attraverso la pubblicazione di un loro comunicato stampa in questa sezione possono indirizzare una e-mail a [email protected]. La pubblicazione dei comunicati è a discrezione della redazione.


L’INDUSTRIA DISCOGRAFICA COMUNICA I RISULTATI DELLA NUOVA CAMPAGNA CONTRO IL FILE SHARING ILLEGALE DI BRANI MUSICALI

CENTINAIA DI NUOVE AZIONI LEGALI IN SEI PAESI EUROPEI

Milano, 7 ottobre 2004 – L’IFPI, federazione internazionale dell’industria fonografica, ha comunicato oggi i positivi risultati della campagna internazionale contro l’utilizzo illegale delle piattaforme peer to peer rendendo pubblico che sono in corso, in Europa, 459 azioni legali contro gli “uploaders” di musica e che per la prima volta le azioni hanno coinvolto due dei più grandi mercati europei: Francia e Gran Bretagna. La campagna, che verrà estesa ad altri paesi nei prossimi mesi, vuole rappresentare un appello ai consumatori ad acquistare la loro musica in maniera legittima e a non esporsi alle conseguenze legali derivati dall’uso del file sharing di opere tutelate.
Il numero complessivo di azioni legali è quindi salito a oltre 650 in sei paesi europei: oltre a Francia e Gran Bretagna i paesi interessati sono Danimarca, Germania, Italia e, per la prima volta, Austria.

Le azioni, sia civili che penali, a seconda della legislazione vigente nei vari paesi, sono state intraprese contro “uploaders”, persone attive nel diffondere centinaia di canzoni protette da copyright sulle piattaforme di condivisione in Internet e senza il consenso dei detentori dei diritti.
Il maggior sistema di file sharing, KaZaA ha oggi in media 2,4 milioni di utenti: il 20% in meno rispetto a gennaio 2004, prima che iniziassero le azioni legali contro la pirateria online.
Oltre agli utenti di KaZaA sono stati oggetto delle azioni legali anche gli utilizzatori di Edonkey/eMule, Gnutella, Winmx, OpenNap, BitTorrent e DirectConnect.
In Italia, la Guardia di Finanza, ha denunciato penalmente 7 persone in varie località per violazione della legge sul diritto d’autore.Si tratta sia di soggetti attivi nel diffondere sulle reti p2p materiale illecito in grande quantità tramite il proprio pc, sia di gestori di server Openap e Edonkey. I denunciati, se dichiarati colpevoli di aver posto in condivisione un grande numero di brani musicali senza averne l’autorizzazione dai detentori dei diritti, rischiano una multa da 2500 a 15.000 euro oltre all'eventuale risarcimento del danno. In marzo altri 30 individui erano stati denunciati per gli stessi motivi.

Jay Berman, Presidente di IFPI, ha dichiarato: “Abbiamo intrapreso queste azioni come misura estrema e lo facciamo dopo una lunga campagna di sensibilizzazione. Per più di un anno abbiamo parlato del danno che la condivisione illegale di files sta procurando all’industria musicale, senza contare i numerosi avvisi sulle conseguenze legali. Ci siamo rivolti ai network per chieder loro di fermare l’attività illegale tramite i loro servizi e siamo andati direttamente da chi commetteva illeciti tramite le reti peer to peer attraverso milioni di messaggi.
Adesso siamo al punto in cui la legge deve essere rispettata. E’ semplice e non ci sono più scuse per coloro che scambiano illegalmente files. Le persone che amano la musica dovrebbero comprarla on-line e non scambiarla illegalmente. Se continuano a farlo commettono un furto e devono affrontarne le conseguenze legali”.
Enzo Mazza, Direttore Generale di FIMI ha dichiarato: “Si sta consolidando anche in Italia un mercato legale di Musica on-line dal notevole potenziale e in Europa sono più di cento i siti che offrono musica on-line legalmente e mettono a disposizione oltre un milione di brani. Ostacolare lo scambio illegale dei files in rete diventa un passo fondamentale affinché il mercato della Musica del futuro possa realmente decollare”.

Queste le iniziative legali intraprese nei diversi paesi oltre all'Italia:

Regno Unito: 28 persone sono state denunciate con azione civile per aver copiato e diffuso in rete un grande numero di brani musicali violando la normativa sul diritto d'autore. Si tratta della prima azione del genere nel Regno Unito.
Francia: 50 uploaders di musica sono stati citati in tribunale dall'organizzazione anti pirateria SCPP e rischiano multe e ulteriori sanzioni penali oltre a provvedimenti risarcitori.
Austria: 100 persone sono state segnalate all'autorità per aver diffuso grandi quantità di musica sui servizi di file sharing senza averne l'autorizzazione e rischiano forti multe, provvedimenti penali e di dover corrispondere un risarcimento dei danni.
Danimarca: 174 persone riceveranno una citazione in giudizio portando il numero complessivo delle cause a oltre 300, 67 delle quali si sono già risolte con il pagamento di un risarcimento fino a 13.000 euro.
Germania: 100 persone sono state accusate penalmente di file sharing illegale di musica, facendo salire a 168 i casi complessivi dei quali circa una ventina si sono già conclusi con una condanna penale o con un risarcimento tra i 2.000 e i 10.000 euro.

Stati Uniti: da settembre 2003 le cause per violazione del diritto d'autore hanno superato i 5700 casi. Numerosi i risarcimenti dell'entità di alcune centinaia di dollari l'uno.

Vi accludo i risultati di un sondaggio condotto da ACNielsenCRA per conto di FPM - Federazione contro la Pirateria Musicale.

• Oltre 17 milioni di italiani utilizzano internet. Di questi, il 7,6% (oltre 3,8 milioni) scaricano musica senza pagare.
• Il 3,9% degli italiani (oltre 1,9 milioni) sono disposti ad acquistare musica da siti legali. La percentuale sale al 17,6% se si considerano coloro che scaricano abitualmente.
• Crescono scuole, università e ufficio come luoghi dove si scarica senza pagare. Diminuiscono le abitazioni private.
• L’utilizzo dei servizi P2P come sistema principale di scaricamento cala del 35-40% fra dicembre 2003 e aprile 2004.
• Cresce la consapevolezza dell’illegalità del P2P: il 55,4% di coloro che scaricano, sanno che è illegale (a dicembre 2003 era il 48%).

• Cala la propensione allo scaricamento illegale: il 56% di coloro che abitualmente scaricano dichiarano che in futuro continueranno a farlo (a dicembre 2003 era il 67,5%).
• Il 24,2% degli italiani (12 milioni) sa che ci sono state azioni legali contro chi scarica illegalmente. La percentuale sale al 48% (1,8 milioni) fra coloro che abitualmente scaricano musica senza pagare.

Sondaggio realizzato da ACNielsenCRA, - il sondaggio è stato commissionato da FPM, la rilevazione è avvenuta con metodologia telematica su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 4.700 individui dai 14 anni in su in Italia, il sondaggio è stato condotto i giorni 6/7 dicembre 2003 e 24/25 aprile 2004 .
FIMI, Federazione Industria Musicale Italiana aderente a Confindustria, rappresenta oltre 80 imprese discografiche italiane, tra le quali le maggiori aziende del settore e più di settanta etichette indipendenti per un totale di oltre 2500 marchi discografici tra i più noti nel mondo.
www.pro-music.it www.fimi.it www.confindustria.it

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