Amici 15, il talent che produce talenti

Amici 15, il talent che produce talenti

Amici è il re dei talent italiani, il più longevo e il più produttivo. Vi può piacere o meno il genere, ma da qua sono usciti cantanti che hanno una carriera solida nella musica pop nazionale. Negli ultimi anni si è andato anche a prendere quella parte di consenso che prima era riservato al più “alto” (e più fighetto, ma solo nella percezione di certo pubblico) X Factor. Quest'anno è stato quello della consacrazione, in cui ha marcato il territorio reclutando i migliori talenti dei talent - Morgan, uscito da X Factor, e J-Ax, uscito da The Voice. Alcune note sull’edizione di quest’anno, vinta da Sergio Sylvestre.

I concorrenti
La predestinata sembrava, fin dal “pomeridiano”, Elodie Di Patrizi: bella presenza, grande voce. Con l’inedito, “Un’altra vita” e con il disco è diventata più pop (si sente la produzione di Emma) e un po’ meno scura e graffiante del repertorio da cui era partita, che pure ha ripresentato nella finale (bella la versione di "Sweet dreams", decisamente rivedibile quella de "La donna cannone").

Invece ha vinto Sergio Sylvestre: ha un bell’inedito, "Big boy" (Ermal Meta come autore, ancora lui, sempre bravo), una grande presenza e un gran vocione: un tipo di cantante diverso, rispetto all’attuale panorama italiano.

Lele Esposito era il più debole dei finalisti - peccato che non siano arrivati in finale i La Rua: meritavano, al di là di riproporre un modello già visto, anche in altri talent italiani, quello del folk-pop alla Mumford & Sons.

I giudici e i direttori artistici.
La finale è stata centrata più sui cantanti che sui giudici: a parte una piccola polemica della Oxa e una interpretazione corale di Battisti (a cui la Oxa non ha partecipato), si sono visti poco, ieri sera. Ma, in generale, quest'edizione: Emma, Elisa, J-Ax, Nek, Morgan, Loredana Berté, Anna Oxa - e non contiamo i giudici non musicali (come la Ferilli) e i "professori". Tanta roba, come dicono i giovani. Persino troppa, forse.  L'arrivo di Morgan come giudice aggiunto è stato un colpaccio - è sempre il più efficace nel dare giudizi musicali, quando è in forma - ma il suo ruolo ha innescato delle dinamiche ripetitive come il continuo “spegnimento” della Oxa da parte di Emma-Elisa.

Emma è di casa; nelle ultime due edizioni Elisa, grazie ad Amici, si è riposizionata come anora più pop - pronta per il prossimo salto dalla Sugar (con cui ha terminato il contratto discografico con il recente "On") ad una major (la Universal). J-Ax è J-Ax ed ha fatto il suo anche qua. Nek è solare, sempre sorridente, e le sue interpretazioni notevoli, quando è sceso in campo per cantare assieme ai concorrenti.

lo spettacolo
La DeFilippi ha detto di avere deciso di spostare molto più sul talent piuttosto che sul reality: vero, ma ad Amici, pur togliendo quella parte di narrazione più personale dei concorrenti,  c’era comunque tanta carne al fuoco, quest’anno. La “ciccia” migliore, dal punto di vista dello spettacolo rimane comunque quella dei “quadri” di Peparini, belli ed emozionanti, ma che non prendono mai il sopravvento sui cantanti, sulle canzoni o sui balletti (a differenza di quelle di Tommassini ad X Factor) - anzi li valorizzano. Non solo chi fa TV, ma anche chi produce videoclip dovrebbe prendere nota.

Il futuro
La DeFilippi è ben conscia da tempo che buona parte della credibilità del programma si gioca non solo sui numeri dell’Auditel, ma sul percorso dei concorrenti dopo la TV. Elodie e i La Rua hanno un contratto con Universal, Sergio Sylvestre e Lele Esposito hanno un contratto con Sony - e dovranno far fruttare la visibilità, come hanno fatto in passato i finalisti. Farlo non solo sul breve e medio periodo: con alle spalle Amici, è relativamente facile. Più difficile ambire a farlo sul lungo, costruendo una carriera come quella di Emma o della Amoroso. Ce la faranno?

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