È una stronzata dire che se ne vanno sempre i migliori. Biagio lo era, ed era bello con quella sua aria da romanaccio aò, con quella sua struttura fisica massiccia, con quel suo pizzone nero, con quel suo cuore d’angelo, con quella sua aria allegra quando mi diceva "Deregggibus!".
Non so neanche se aveva già 40 anni. Era il manager di Sergio Cammariere, ma questo non dice un cazzo di quel che era Biagio e di quel che è stato per Sergio. Era il suo angelo custode, esattamente quello, era. Il suo angelo custode. Lo ha tirato fuori dall’imbecillità di un mondo discografico che fa pena, gli ha fatto fare il primo disco, lo ha portato avanti, ci ha rischiato tanto, ci ha scommesso tanto.
Quando mesi fa Sergio ha iniziato a lavorare in sala sul suo nuovo disco gli ho chiesto "Come va?" e lui mi ha risposto "Speriamo che Biagio stia bene". Me lo vedo lì ora, sperso.
Ti diceva "fratello" e per lui lo eri veramente. Aveva una fede fortissima che io non ho, e non la esibiva mai. A Pasqua e a Natale mi arrivava un suo sms, mi veniva un sorriso quando leggevo il suo nome sul cellulare, poi cancellavo. E adesso mi viene da smontare il cellulare per andarmeli a cercare quei messaggi, farli tornare qui in terra.
Stamattina mi è arrivato il disco di Paoli e Vanoni, ho sfogliato il libretto e ci ho trovato un ringraziamento a Biagio Pagano. Non sapevo ancora niente. L’ho pensato, ho pensato che è una di quelle persone che sono comunque sempre da ringraziare, perchè ci sono e perchè sono come sono. Angeli. Aveva una correttezza, un rispetto per la parola data che davvero non trovo spesso. È una stronzata dire che se ne vanno sempre i migliori. Lui lo era. E io non so che cazzo fare, dire che non è giusto, dire dire dire dire...
Cerco sul cellulare il numero di Sergio, guardo nelle ultime chiamate fatte e ci trovo "Pagano".
L’ho chiamato l’altra settimana, gli ho parlato di una faccenda di fine novembre e lui mi ha risposto. Poi gli ho parlato di una faccenda di inizio 2006 e mi ha detto solo un sì vago.
Lunedì ha consegnato il master finito del nuovo disco di Sergio, l'altro ieri...
Stava sempre peggio, ha tirato per arrivare fin lì, mantenere l’ultima promessa.
Ciao Biagio, difficilmente mi vengono le lacrime agli occhi.
(Enrico Deregibus)
Non so neanche se aveva già 40 anni. Era il manager di Sergio Cammariere, ma questo non dice un cazzo di quel che era Biagio e di quel che è stato per Sergio. Era il suo angelo custode, esattamente quello, era. Il suo angelo custode. Lo ha tirato fuori dall’imbecillità di un mondo discografico che fa pena, gli ha fatto fare il primo disco, lo ha portato avanti, ci ha rischiato tanto, ci ha scommesso tanto.
Quando mesi fa Sergio ha iniziato a lavorare in sala sul suo nuovo disco gli ho chiesto "Come va?" e lui mi ha risposto "Speriamo che Biagio stia bene". Me lo vedo lì ora, sperso.
Ti diceva "fratello" e per lui lo eri veramente. Aveva una fede fortissima che io non ho, e non la esibiva mai. A Pasqua e a Natale mi arrivava un suo sms, mi veniva un sorriso quando leggevo il suo nome sul cellulare, poi cancellavo. E adesso mi viene da smontare il cellulare per andarmeli a cercare quei messaggi, farli tornare qui in terra.
Mi ricordo quando l’ho conosciuto al Tenco, mi ricordo il camerino minuscolo del Folkclub di Torino, quest’estate sopra al palco dell’Auditorium, i suoi abbracci, la sua riconoscenza, il suo cuore, la sua voce al telefono.
Stamattina mi è arrivato il disco di Paoli e Vanoni, ho sfogliato il libretto e ci ho trovato un ringraziamento a Biagio Pagano. Non sapevo ancora niente. L’ho pensato, ho pensato che è una di quelle persone che sono comunque sempre da ringraziare, perchè ci sono e perchè sono come sono. Angeli. Aveva una correttezza, un rispetto per la parola data che davvero non trovo spesso. È una stronzata dire che se ne vanno sempre i migliori. Lui lo era. E io non so che cazzo fare, dire che non è giusto, dire dire dire dire...
Cerco sul cellulare il numero di Sergio, guardo nelle ultime chiamate fatte e ci trovo "Pagano".
L’ho chiamato l’altra settimana, gli ho parlato di una faccenda di fine novembre e lui mi ha risposto. Poi gli ho parlato di una faccenda di inizio 2006 e mi ha detto solo un sì vago.
Lunedì ha consegnato il master finito del nuovo disco di Sergio, l'altro ieri...
Stava sempre peggio, ha tirato per arrivare fin lì, mantenere l’ultima promessa.
Ciao Biagio, difficilmente mi vengono le lacrime agli occhi.
(Enrico Deregibus)
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