Addio a Prince: gli ultimi giorni, l'audio della telefonata al 911, la morte. E quell'ultimo saluto che sembra una profezia

Addio a Prince: gli ultimi giorni, l'audio della telefonata al 911, la morte. E quell'ultimo saluto che sembra una profezia

"Aspettate qualche giorno prima di sprecare le vostre preghiere"

Lette la sera del 21 aprile queste parole, pronunciate da Prince solo qualche giorno fa, mettono i brividi, quasi come quelle che David Bowie inserì in "Lazarus", brano al quale venne abbinato l'ultimo video pubblicato dal Duca Bianco prima di uscire di scena: "look up here, I’m in heaven/I’ve got scars that can’t be seen" ("Guarda quassù, sono in Paradiso / Ho cicatrici che non possono essere viste").

Eppure non era nemmeno una settimana fa: lo scorso sabato 16 aprile il Purple One era apparso nella sua Paisley Parks, ricco sobborgo a sud ovest di Minneapolis, per una serata speciale a coronare le iniziative locali per il Record Store Day 2016. Doveva essere solo una festa, con al massimo un dj set, eppure Prince - che come altre volte aveva aperto il suo quartier generale a fan e amici - ha riservato ai fan intervenuti un fuori programma, eseguendo un paio di brani per voce e piano. Troppa grazia, si potrebbe dire. E invece no. Solo qualche giorno prima Prince era atteso ad Atlanta, al Fox Theatre, per un paio di serate del suo tour per piano e voce. In zona Cesarini però succede qualcosa: "colpa dell'influenza", dice il suo staff, e i concerti vengono rinviati all'ultimo momento. Succede, pensano i fan, che non si allarmano. Prince suona il 14, al Fox Theatre, poi si mette sulla via di casa, ma succede dell'altro: il suo jet privato, già in rotta alla volta di Minneapolis, è costretto a un atterraggio d'emergenza all'aeroporto Quad City International della cittadina di Moline, nell'Illinois.

La voce di "Purple rain" viene portata in ospedale d'urgenza: i portavoce danno la colpa ancora all'influenza, ma i fan iniziano a preoccuparsi. E così veniamo alla serata di sabato 16 aprile: Prince ricompare in pubblico. Saluta, tranquillizza, e invita a risparmiare le preghiere. Spiega di voler pubblicare un disco dal vivo del suo tour per piano e voce. Per la stampa è una sirena d'allarme ci si spegne. "E' vivo e sta bene", scrive lo Star Tribune. I fan, addirittura, lo fotografano (per l'ultima volta, ma ancora non lo sanno) mentre va in bicicletta nei dintorni di casa sua (vedi sotto). E l'affaire Prince esce dai radar dei media. Fino alla sera del 21 aprile.

Qualche ora prima - verso le 7 di sera del 20 aprile - qualcuno vede Prince fare una tappa alla locale Walgreens, catena di farmacie molto popolare negli USA: niente di strano, per chi ha l'influenza. Poi in molti, nei giorni immediatamente successivi a quell'atterraggio d'emergenza, l'avevano comunque visto di buon umore, e nessuno si era preoccupato. E il senso di scampato pericolo, probabilmente, ha reso il colpo ancora più duro.

Quando la prima notizia a diffondersi è quella di un cadavere trovato in una casa di una star il brivido è inevitabile. Successe per Kurt Cobain, per Layne Staley e per Scott Weiland (anche se nel suo caso si trattava di un tour bus). Alle alle 9 e 43 ora locale una telefonata per un'emergenza medica (l'audio è disponibile, in streaming, nel frame qui sopra) arriva al centralino dell'ufficio dello sceriffo della contea di Carver: la chiamata arriva da un indirizzo di Paisley Park. C'è un maschio adulto in stato di incoscienza in arresto respiratorio, un un ascensore di un ampio complesso residenziale. Pochi minuti dopo autorità e personale medico arrivano sul posto. Si tenta invano una procedura di rianimazione cardio-polmonare: ai paramedici non resta che notificare il decesso alle 10 e 07. Il verbale stilato dagli agenti intervenuti sul posto riporta:

"Lo sceriffo della contea di Carver Jim Olson riferisce che il 21 aprile, all'incirca verso le 9 e 43, uno dei suoi collaboratori ha risposto a una telefonata per un'emergenza medica dagli studi [il complesso residenziale di Prince ospitava anche delle sale di ripresa] di Paisley Park a Chanhassen. Quando il personale medico e gli agenti sono arrivati sul posto, hanno trovato un maschio in stato di incoscienza in uno degli ascensori dell'edificio. I soccorritori hanno tentato una procedura di rianimazione cardio-polmonare, senza però rianimare la vittma, che è stata dichiarata deceduta alle 10 e 07. Si tratta di Prince Rogers Nelson, 57 anni, di Chanhassen. L'ufficio dello sceriffo della contea di Carver, con l'assistenza dell'ufficio dello sceriffo della contea di Hennepin e il Midwest Medical Examiner’s Office, continueranno a investigare sulle circostanze della morte"


Così se n'è andato il Purple One. Jason Kamerud, il vice sceriffo della contea, non ravvisa sospetti di reato sulla scena: in sostanza, le cause della morte sarebbero casuali. Detto che un'influenza difficilmente possa uccidere un adulto in buone condizioni di salute, ciò che ci ha privato della voce di "Sing o' the times" sarà stabilito nelle prossime settimane, quando verranno resi noti gli esiti degli esami post-mortem - l'autopsia è fissata per le prossime ore, entro la fine della giornata di venerdì, 22 aprile. Però quel "risparmiate le preghiere per i prossimi giorni" a questo punto suona sinistramente profetico. E l'ultimo post pubblicato da Prince sul suo canale Instagram ancora di più:


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