The Voice riparte su Rai2: “Non giudicateci dai cantanti usciti finora, per noi nuovi giudici è la prima volta”

The Voice riparte su Rai2: “Non giudicateci dai cantanti usciti finora, per noi nuovi giudici è la prima volta”

C’è ancora Federico Russo a condurre, ma per il resto è cambiato tutto. La quarta edizione di The Voice riparte mercoledì 24 febbraio alle 21 su Rai2, con 4 giudici nuovi. O quasi: c’è il ritorno di Raffaella Carrà, che aveva saltato la terza edizione. Ma sono andati via J-Ax, Noemi e Piero Pelù:  sono arrivati dentro Max Pezzali, Dolcenera ed Emis Killa. Oggi la nuova squadra si è presentata al completo per la prima volta ai media, con un incontro negli studi RAI.

Dopo i saluti di rito della produzione e del direttore uscente di Rai2, Angelo Teodoli, la prima a parlare, è proprio la Carrà: “Non volevo fare TV quest’anno, ma ho un debole per questo programma. Mi piace vedere giovani di talento assurgere al successo. Qua non si viene per uscire e spaccare tutto subito, ma per iniziare una carriera”. Gli altri giudici spiegano le loro motivazioni: Dolcenera, reduce dal Festival, spiega che “Sanremo è una passeggiata, qua è il vero impegno. Là facevo il mio, qua sono venuta dopo 10 anni che evitavo la TV”. “Non mi sarei mai aspettato di trovarmi in questo ruolo”, racconta Emis Killa. “Ho sempre detto che mi è piaciuta la televisione oltre che la musica, quindi prendo due piccioni con una fava. Spero di onorare chi si è seduto su questa sedia prima di me”. Max Pezzali: “E' un privilegio far parte di una squadra di questo genere. Quello che mi piace è il meccanismo, devi avere una rapidità mentale enorme, devi risolvere i tuoi dubbi in pochi istanti: è una carica di adrenalina incredibile". La produzione parla di nuove dinamiche, promette nuovi talenti - viene citata più volte Chiara Dello Iacovo (seconda nei giovani a Sanremo, reduce da The Voice lo scorso anno - ma eliminata prima delle semifinali, senza proporre in trasmissione il brano inedito).

Ma è proprio l’oblio dei vincitori passati (dalla vincitrice della prima edizione, Elhaida Dani, a Suor Cristina, a Fabio Curto) a dominare una buona parte della chiacchierata con i giornalisti. Prende la parola Pasquale Romano, autore - che annuncia i nuovi meccanismi: “Abbiamo esteso da 16 a 21 i talenti selezionati perché le blind audition sono la parte che caratterizza di più il programma”, spiegando l’estensione delle prove al buio a ben sei puntate. “Proprio per questa struttura, The Voice non agevola la fidelizzazione sui cantanti e questo ha ricadute sul percorso che possono fare dopo”, ammette.
Spiega meglio il concetto Max Pezzali “Meno passaggi vogliono dire meno empatia con i concorrenti e meno potenziale. Ma il vantaggio di The Voice è che abbiamo tutti un’esperienza tale da capire questi ragazzi e aiutarli a sviluppare un’identità artistica. Non giudichiamo cosa è uscito da The Voice finora, anche perché per noi giudici è la prima volta”.
Non è la prima volta per la Carrà, che invece è più esplicita, coinvolgendo la casa discografica che si occupa per contratto dei concorrenti del talent: “La Universal dovrebbe aiutare i finalisti ad avere dei brani importanti. E’ un aiuto, uno sforzo che io chiederò con decisione. Il mio sogno è di portarli anche all’estero, ma l’importante è che abbiano un pezzo molto bello”.

Si comincia mercoledì 24, dicevamo, per un totale di 14 puntate: 6 puntate di audizioni al buio, 2 “Battle” (a tre concorrenti al posto che due), due puntate di “Knockout” per arrivare finalmente al live (quattro puntate) il 4 maggio.

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