Tori Amos, Phish, Flaming Lips e tutti gli altri che hanno messo David Bowie nelle loro canzoni - ASCOLTA (1 / 14)
Ecco cosa succede, a diventare un'icona: che gli epigoni, più o meno talentuosi, non solo cerchino di appropriarsi della tua musica e della tua immagine, ma anche del tuo nome. Perché sono parecchie - noi ne abbiamo contate tredici, tra gli artisti più noti a livello internazionale - le canzoni che citano David Bowie non con uno spezzone di una melodia che l'ha reso celebre, o con un verso scelto tra i suoi più famosi, ma proprio per nome e cognome, "David Bowie". Così capita che i Pish scelgano di "giocarsi" il Thin White Duke sul campo del nonsense, accostando il suo nome a quello degli UB40, che le Veruca Salt cantassero di esserci innamorate - insieme al loro walkman (erano altri tempi, cari millenial...) - di lui, Tori Amos che parlando - si suppone - a un ideale ex gli ricorda "non sono io la ragione per la quale tu non sei David Bowie", e i Flaming Lips che nel 2011, insieme ai Neon Indian, si stavano chiedendo: "David Bowie sta morendo?". Saremmo pronti a scommettere che lui avrebbe avuto lo spirito e la freddezza di rispondere anche, magari con una canzone. O con un disco, intitolato "Blackstar" e uscito a inizio di questo mese...