Effetto Dulbecco: sui quotidiani si continua

Renato Dulbecco al Festival di Sanremo 2, la vendetta. Il Messaggero di oggi apre con il titolo "Dopo il Nobel Dulbecco Sanremo vuole Kissinger", riferendosi alla frase di Mario Maffucci secondo cui l’ingaggio del Nobel non è che una delle sorprese di questo Festival. Il quotidiano romano ipotizza tra il serio e il faceto il coinvolgimento dell’ex-segretario di Stato americano Henry Kissinger e butta lì altri due nomi tipo Mandela e la regina Elisabetta. Replica la Repubblica con il titolo "Scienziati a muso duro - Dulbecco stai a casa". Il Corriere della Sera schiera una confessione di un altro celebre Nobel, Franco Modigliani, economista («Volevano anche me, ma forse non sarebbe stato troppo serio»), e dà la parola a Orietta Berti e al suo Dopofestival: «Saremo Fazio, Teocoli ed io, con la volontà di dare spazio alla gente normale. Le belle ragazze? Sicuro che ci saranno, la moda italiana lo pretende». In apertura, un piccolo corsivo al vetriolo firmato Aldo Grasso per Vincenzo Mollica, reo di aver criticato in rima baciata quanti ieri si interrogavano sull’opportunità della scelta Dulbecco: «C’è forse qualcosa di più scandaloso di un Mollica che dal pulpito del Servizio pubblico vuole far cessare lo scandalo della libertà d’espressione?», si interroga il critico tv. Il Giornale, in un’intervista a Mario Maffucci, parla delle ipotesi Gorbaciov (più vicina) e della possibile presenza delle due superstar spagnole Julio Iglesias e Antonio Banderas («la trattativa con entrambi è ancora aperta»), mentre per le presenze femminili a Maffucci sfugge il nome di Natasha Stefanenko («è laureata in ingegneria nucleare, per cui la sua presenza a fianco di Dulbecco non sarebbe del tutto inopportuna»). A pie’ di pagina un sondaggio tra le donne dello spettacolo che attinge dalla crociata anti-maschilista lanciata da Alba Parietti: «Si parla di donne solo in riferimento alle curve delle top model», dice la soubrette. Le fanno eco Rita Dalla Chiesa («Aridatece Baudo. Perché non si ritorna a parlare delle canzoni?»), Enrica Bonaccorti («Le donne? Al Festival sono sempre state in un cono d’ombra, anche se ben illuminate»), Gabriella Carlucci («Dulbecco una trovata folgorante, una donna nel cast arriverà»), Natalia Estrada («La donna salterà fuori, una bella infermiera per completare l’equipe...»). Spazio poi su tutti i quotidiani a una nuova tornata di pareri sulla presenza di Dulbecco all’Ariston: favorevoli Nunzio Filogamo, Renato Zero e Albano, contro Aldo Pagni (Federazione nazionale Ordine dei Medici), Franco Corbelli (Movimento Diritti Civili), Giuseppe Sermonti (compagno di ricerca in California), mentre Chiambretti lo ricorda «lento nelle risposte in un’intervista fatta tre anni fa. Forse, però, dandogli il Viagra....» Su Dulbecco si pronuncia anche un discografico, Claudio Buia della Universal, che dice : «Credo ancora che sia uno scherzo, ma se Dulbecco dovesse presentare Madonna, lo farebbe sicuramente meglio di quanto ha fatto lo scorso anno Vianello». Il Corriere della Sera aggiunge le opinioni di alcuni cantanti: Nino D’Angelo («Speravo di conoscere la Ferilli e invece m’hanno appioppato uno scienziato 85enne come presentatore»), Eugenio Finardi («presenza smitizzante per un palco che fa terrore»), Al Bano («Ben venga un Nobel che ha il coraggio di dire che la musica è una medicina potente»), Annalisa Minetti («Sanremo con un personaggio così diventa un palco di grande spessore»), Alex Baroni («La sua presenza rappresenta un cambiamento genetico del Festival che allarga i suoi orizzonti»), Marco Masini («Presenza gratificante che si distinguerà per spessore, intelligenza e classe»).

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