Da riscoprire: "Axis bold as love" della Jimi Hendrix Experience

L’industria discografica non è mai stata – neppure e specialmente nell’età aurea degli anni Sessanta – un mondo semplice, governato da logiche comprensibili o condivisibili. Tanto che Jimi Hendrix, nel corso dei 12 mesi del 1967, per obbligo contrattuale si trovò a dover sfornare ben due album interi (un’impresa oggettivamente difficile e rischiosa: la qualità del materiale, magari assemblato in fretta e furia per onorare l’impegno, può essere facilmente molto bassa).
Questa è la storia di come il chitarrista mancino di Seattle fece il miracolo. O qualcosa di simile.

Il 1 dicembre del 1967, a sette mesi dall’uscita di “Are you experienced”, giunge sul mercato “Axis bold as love”: 13 brani nuovi di zecca, uno dei quali firmato dal bassista Noel Redding. Il disco non bissa l’exploit di “Are you experienced” e ad alcuni dà l’impressione di essere un lavoro raccogliticcio, assemblato in fretta, per cavalcare l’onda e per avere una nuova uscita disponibile in periodo natalizio. Ma non è esattamente così.
In effetti le registrazioni di buona parte di “Axis bold as love” sono contigue, per non dire coincidenti, con quelle di “Are you experienced”. La Jimi Hendrix Experience, infatti, appena completato i brani per il primo album (in aprile del 1967), continua ad andare agli Olypic Studios a incidere basi e tracce, senza interrompere il flusso di lavoro e di ispirazione.
Le session sono fluide, ma in gran parte incentrate su una sorta di fattore sorpresa. Hendrix, infatti, dirige il gioco da solo: porta quaderni pieni di idee e appunti, dà le indicazioni su cosa e come suonare, ha in mano le redini di tutto e non spiega nulla. A proposito di queste session, il tecnico del suono Eddie Kramer ricorda:

Non c’erano discussioni preliminari. Jimi lavorava in libertà totale. Aveva le idee chiare su ciò che voleva fare e come voleva farlo. Aveva con sé centinaia di fogli pieni di appunti, ma non sceglieva mai a caso. Studiava minuziosamente ogni sovraincisione, ogni assolo registrato alla rovescia, ogni ripetizione. Ma tutta la faccenda era molto riservata, le informazioni erano ermeticamente sigillate nella sua mente. E anche io ero ogni volta all'oscuro di tutto, fino al momento in cui Jimi non entrava in studio.

Anche il mentore e produttore di Jimi, Chas Chandler, non ha molta voce in capitolo; il suo ruolo fondamentale è quello di supervisionare i costi e risolvere i vari problemi – organizzativi e non –  che possono turbare le session. Per ciò che riguarda la musica, invece, l’ultima parola è sempre di Jimi,  come spiega il roadie Neville Chesters (che in studio si occupa di allestire e mantenere in buono stato tutta la strumentazione della band):

Quando era al lavoro, aveva un modo di fare tale per cui era meglio evitare di discutere con lui. Ai tempi di “Axis” ricordo che, almeno in un paio di occasioni, Chas ha provato a dire la sua, tipo: “Penso che dovresti fare in questa maniera”. Jimi gli ha risposto in tono rispettoso: “Sì, va bene”, ma poi faceva di testa sua.

Le session agli Olympic Studios vengono poi interrotte più volte per consentire al gruppo di suonare dal vivo e promuovere “Are you experienced”. Tanto che nell’autunno Hendrix e i suoi si rendono conto di essere pericolosamente vicini alla data di uscita del nuovo album, che deve ancora essere terminato. Si chiudono così nuovamente in studio per terminare il lavoro e adempiere agli obblighi contrattuali. Le session finali, anche se all’insegna di una certa fretta, si chiudono senza grossi problemi – del resto Jimi è in un momento di grande ispirazione e la notorietà gli offre ottimo carburante per l’ispirazione.
Ma, come nelle narrazioni più classiche, è proprio a ridosso del finale che si verifica il colpo di scena che dà l’ultimo scossone alla storia. E infatti, a mixaggio concluso, Hendrix riesce in un’impresa che ha dell’incredibile: perde (dimenticandoli sul sedile di un taxi londinese) i master definitivi – e di cui non c’era un backup – dei brani del lato a di “Axis bold as love”.

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A questo punto l’unica soluzione è tentare un nuovo mixaggio in extremis; stando a quanto riportato da Hendrix stesso, tutto si svolge in modo frenetico, in sole 11 ore, per evitare di ritardare l’uscita del disco. Jimi, insieme a Chandler e Kramer, riesce a compiere questa specie di miracolo. Certo, il risultato non è soddisfacente come i mix perduti, ma non c’è tempo per sottilizzare.

“Axis bold as love” esce con una copertina di ispirazione induista, su cui Hendrix ha da ridire – avrebbe preferito un artwork che evocava la tradizione degli indiani nativi americani (il chitarrista aveva, infatti, sangue Cherokee per via di una trisavola) – ma che è di grande impatto visivo.
La musica viene accolta con buone recensioni dai critici, ma anche dai fan – nonostante abbiano ancora in mente il rock sanguigno, emotivo e psichedelico del debutto, che suona molto diverso. Questo secondo disco, infatti, è un affascinante melting pot di rock, jazz, psichedelia e perfezione pop: una mistura dalla forza quasi voodoo che nessun altro riuscirebbe a replicare, ma dal potenziale commerciale più blando. È forse per questo che, mediamente, “Axis bold as love” è stato spesso identificato, in passato, come il capitolo più debole della discografia hendrixiana. Un giudizio ora smentito, fortunatamente, visto che questo album rappresenta un tassello speciale nell’evoluzione dell’artista. Inoltre, si tratta di un disco di rottura in quanto pensato e registrato con l’obiettivo di sfruttare al massimo la tecnologia dello studio di incisione; tanto che la maggior parte dei brani non sono mai stati proposti dal vivo – eccezion fatta per i due ormai classici “Spanish castle magic” e “Little wing”.

Come diceva “Rolling Stone” nella recensione del disco – pubblicata nel mese di aprile del 1968 e non troppo positiva – in questo frangente Hendrix veste i panni del Charlie Mingus del rock. E lo fa egregiamente, tanto che il valore di “Axis bold as love” rimane immutato nel tempo, anzi aumenta.

"Axis bold as love" della Jimi Hendrix Experience è disponibile su Legacy Recordings. Sul sito dedicato all’immenso catalogo italiano e internazionale di Sony Music, puoi scoprire tantissime news, curiosità e promozioni dal mondo della musica. Un archivio con tutti i protagonisti, la loro discografia e l’opportunità di pre-ascoltare moltissimi brani.
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