Jimmy Page al "Guardian": "I Led Zeppelin sarebbero tornati al rock chitarristico"

Jimmy Page al "Guardian": "I Led Zeppelin sarebbero tornati al rock chitarristico"

I Led Zeppelin sarebbe tornati al rock chitarristico. Lo dice il chitarrista della band nel corso di un'intervista al britannico Guardian in cui discute degli anni in cui la band inglese se la dovette vedere col punk e fa il bilancio della recente campagna di ristampe. Il chitarrista si sofferma in particolare sugli ultimi tre album, quelli interessati dalle ristampe di "Presence" (1976), "In though the out door" (1979) e "Coda" (1982) in uscita il 31 luglio, e spiega che cosa sarebbe accaduto se il batterista John Bonham non fosse morto nel 1980.

 

"A me a John piaceva immaginare come sarebbe stato il disco successivo. Se ascolti tutto quanto il repertorio dei Led Zeppelin puoi sentire il modo in cui mi piace suonare: riff intricati, interessanti, provocatori. Anche a lui piaceva. Perciò, penso proprio che avremmo fatto un altro disco chitarristico pieno di riff dopo un album tastieristico come 'In through the out door'. Dopo la fine dei Led Zeppelin non ho toccato la chitarra per un bel pezzo, non ne volevo proprio sapere. Riprendere a suonare è stato terapeutico".

 

Il chitarrista ricorda gli ultimi anni, drammatici anni della band e in particolare la scelta di Robert Plant di incidere "In through the out door" (1979) e tornare sulle scene dopo la morte nel 1977 del figlio Karac a causa di un'infezione virale.

 

"La decisione di tornare a fare concerti e incidere un disco è stata ovviamente di Robert. Fu lui a decidere nel 1978 di tornare sulle scene. John Paul Jones portò alle prove una tastiera della Yamaha, 'una macchina da sogno', così la chiamavano poiché rappresentava lo stato dell'arte nel campo delle tastiere. [...] 'Presence' era stato un disco molto chitarristico e John Paul Jones era tornato a comporre dopo avere smesso di farlo per un po'. Lo studio degli ABBA, il Polar, ambiva a diventare una sala d'incisione di livello internazionale, perciò pensarono: 'Chi meglio dei Led Zeppelin può aiutarci a raggiungere lo scopo?'. Mi contattarono e mi fecero un'offerta piuttosto generosa. Era uno studio all'avanguardia e l'album che vi registrammo, 'In through the out door', è diverso da qualunque altra nostra cosa. Va bene così, ogni album dei Led Zeppelin ha un sound diverso, era logico compiere quel passo".

 

Quel che accadeva attorno al gruppo nella seconda metà degli anni '70 non aveva alcuna importanza, afferma il chitarrista: i Led Zeppelin avevano un carattere sufficientemente forte da resistere al punk.

 

"Il punk mi piaceva. Andai a vedere i Damned a Londra, c'era anche Robert. Oggi se la darebbe a gambe levate di fronte a quella musica, a me invece piace ancora. Amavo i Sex Pistols, li trovavo eccezionali, ma non per questo avrei cambiato stile - sai, col tempo finisci per apprezzare vari tipi di musica".

 

Page fa il bilancio della campagna di ristampe di tutti gli album in studio dei Led Zeppelin, corredati da un secondo cd contenente versioni alternative e rarità.

 

"Lo scopo delle ristampe è offrire una chiave d'accesso all'epoca in cui furono effettuate le incisioni. Se i Led Zeppelin erano all'avanguardia era grazie alla musica registrata. [...] Ho un'ottima memoria, perciò sapevo esattamente che cosa andavo cercando e cosa volevo sentire, si trattava solo di trovarlo negli archivi. Era diventata un'ossessione: volevo sapere quali bootleg esistevano in caso di sorgessero problemi ai macchinari che stavo utilizzando [...]. La selezione delle tracce incluse nei bonus cd è stata fatta per offrire un'idea dei primi stadi di lavorazione delle canzoni".

 

Page considera il lavoro sugli archivi completato. Di tutte le performance inedite venute alla luce, apprezza particolarmente le versioni alternative di "Whole lotta love", "Since I've been loving you" e "Stairway to heaven", e definisce "Key to the highway" una gemma che dimostra l'approccio peculiare degli Zeppelin al blues. Infine, rivela le origini della campagna di ristampe.

 

"L'idea di recuperare nastri di prova mi venne all'epoca del dvd dal vivo, intorno al 2003, ma all'epoca nessuno ne capiva il senso - e quando dico nessuno intendo il management. Non importa, quel progetto non era neanche lontanamente ambizioso quanto questo".

 

(Claudio Todesco)

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