Lauryn Hill a Lucca: il report del concerto

Lauryn Hill a Lucca: il report del concerto

Nel mondo del pop sono sempre più rari i casi di artisti puri, irrequieti e passionali, di quelli che trasformano ogni singola apparizione in un evento a sé dove niente è scritto e tutto può succedere. Ms Lauryn Hill è tra questi.

Dopo il successo con i Fugees e soprattutto dopo il suo esordio del 1998, “The Miseducation of Lauryn Hill”, 18 milioni di copie e cinque Grammy, la cantante del New Jersey ha pubblicato solo il live "MTV Unplugged", nel 2002. Da allora nessun'altra uscita discografica ufficiale, ma solo brevi tour, molte date cancellate, un matrimonio con il figlio di Bob Marley, campagne di boicottaggio, carcere e uno sfortunato reunion tour con i Fugees.
Ogni concerto di Lauryn Hill viene atteso in modo febbrile con un misto di eccitazione e timore: rieccola quindi al Rai2 Lucca Summer Festival per la terza volta (del 2005 e 2007 i precedenti casi). Inizio concerto programmato per le 21:40: alle 22:10 compare un dj giamaicano che con grande tranquillità rastafariana inizia a proporre una serie di pezzi reggae, dub e dancehall, invocando il pubblico con il classico “Are you ready for…”. Noi siamo prontissimi, mentre Lauryn Hill se la sente di salire solo alle 22:45.
Ma è valsa assolutamente la pena di aspettarla. Vestito rosso, collana afro e chitarra acustica suonata come un ukulele, sta seduta su una panchina di pelle e legno che immaginiamo si porti dietro per tutto il tour. Le prime canzoni proposte ("Conformed to love", "That's no way to say goodbye", "Peace of mind"), mai edite su disco, sono sconosciute ai più (benché la prima sia di Leonard Cohen): un misto di soul funk con tinte afro e spagnoleggianti, suonato con un'attitudine tipicamente da jam. Le esecuzioni sono non sempre precise ma mai banali, con Lauryn Hill nervosa ed energetica che pretende di dirigere la sua band di 12 elementi (3 fiati, 2 tastiere, 3 coriste, 2 chitarre, basso e batteria) stando seduta di spalle a loro. Dopo una bella cover di un vecchio brano di Sade, “Stronger than pride” la Hill si alza e con “War in my mind” inizia a fare sul serio, con il suo stile inimitabile rap che l'ha resa famosa, con un flow da spoken word che la rende più vicina a un Gil Scott Heron piuttosto che alle altre signore dell'hip-hop.
La band ora è più compatta, lei più sicura di sé ma sempre irrequieta, con quella urgenza che la rende attiva ed energica, e così ci ricordiamo che “All falls down” di Kanye West aveva ripreso il refrain dalla sua “Mystery of iniquity”. Arrivano i successi di “The miseducation..” e di “The score” dei Fugees, che la Hill affronta non come hits obbligate ma come materiale da plasmare ogni volta: così “FuGee-La” si trasforma in un ping pong tra rap giamaicano e doo wop, giocato con le coriste e con i fiati, e anche “Ready or not” cambia completamente veste, ma mantenendo quell'anima di hip hop e soul che rese i Fugees un fenomeno unico nel panorama black. <br>
Quella che segue poi è una lunga e caldissima parentesi reggae che parte con “Jammin'” mescolata con “Master Blaster” di Stevie Wonder e prosegue poi “Is this love” e una “Could you be loved” con la cassa in quattro (“Stiamo vedendo due concerti in uno, quello di Lauryn Hill e l'altro dei Wailers” dice qualcuno in tribuna). L'atmosfera diventa quello di un party, la band gira che è una meraviglia, il dj giamaicano fa, come nelle migliori tradizioni, da Master of Ceremony e la Hill, scalza, balla e perfino sorride.  <br>
Il pubblico risponde, anche quello delle prime file che per la prima metà del set era rimasto seduto. E' tempo per la sua intensa e vibrante versione di “Feelin Good” di Nina Simone, contenuta nella raccolta appena uscita “Nina Revisited – A Tribute to Nina Simone” e, mentre la esegue, riusciamo a trovare fra le due artiste più di un punto di contatto per attitudine e approccio artistico. “One more song Lucca”: il concerto finisce con “Doo Wop” e lei scappa senza neppure presentare la band, lasciando il pubblico di Piazza Napoleone soddisfatto e felice di aver visto un'artista che ha ancora molto da dare alla musica. <br>

(Michele Boroni)
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SETLIST
Conformed to Love
That's no way to say goodbye
Peace of mind
Mr. Intentional
Stronger Than Pride (Sade cover)
Adam Lives in Theory
Oh Jerusalem
War In The Mind
Mystery of Iniquity
How Many Mics  (Fugees)
To Zion
Ex-Factor
Final Hour
Fu-Gee-La (Fugees)
Ready or Not (Fugees)
Jammin (Bob Marley cover)
Master Blaster (Stevie Wonder cover)
Is this love (Bob Marley cover)
Could you be loved (Bob Marley cover)
Feelin good (Nina Simone cover)
Black
Doo Wop (That Thing)

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