Da riscoprire: la storia di "London Calling" dei Clash

Da riscoprire: la storia di "London Calling" dei Clash

La furia del punk e le radici del rock ’n’ roll. Paul Simonon che distrugge il suo basso, mentre la grafica, le scritte rosa e verdi richiamano la copertina del primo storico di disco di Elvis Presley per la RCA. In una di quelle classifiche che ogni tanto fanno le riviste, “London calling” potrebbe essere tranquillamente sul podio dei più grandi album di sempre. A partire dalla sua funzione di cerniera tra diverse ere della musica, perfettamente rappresentata dalla copertina, una delle più belle di sempre. E’ l’ultimo disco del punk, o il primo di qualcos’altro? L’ultimo disco degli anni ’70 o il primo degli anni ’80? E’ tutte queste cose, assieme.

I Clash furono fin dalle loro origini delle strane bestie in un mondo molto codificato come quello del punk. Joe Strummer li formò dopo avere visto i Sex Pistols, uscendo dalla sua band precedente, i 101ers, mettendosi assieme a Mick Jones. “Il giorno in cui morì il punk”, si disse di quando la band firmò per una major, la CBS, che pubblicò il loro debutto. Che però contiene tutto quello che era quella musica, e già qualcosa di più: canzoni secche, dirette, rabbiose, basate su pochi accordi.

Dopo “Give ‘em enough rope” la band andò in tour negli Stati Uniti. E soprattutto si separò dal manager e deus ex machina Bernie Rhodes, che aveva favorito l'incontro tra i membri del gruppo. Un dettaglio non da poco è che con questa separazione i Clash non avevano più un posto dove provare, perché i soliti studi di Camden erano di Rhodes. Si ricavarono uno spazio in un garage a Pimlico, ribattezzandolo Vanilla Studios, e nell’estate del 1979 incisero i primi demo - che sarebbero diventato noti con il nome di “Vanilla tapes” e pubblicati 25 anni dopo. Ad agosto il gruppo entrò in studio ai Wessex Studios, con Guy Stevens, già al lavoro con Procol Harum e Mott The Hoople. Stevens aveva già avuto a che fare con la band agli esordi, ma i suoi metodi non piacevano granché alla casa discografica. Sia quel che sia, portò a casa il risultato: i Clash lavorarono per 18 ore al giorno per un mese e mezzo.

La band incise tanta di quella musica da dover pubblicare un doppio album: il primo del genere nel punk, un’altra rottura con le regole. Così come rompeva le regole la riscoperta delle radici: dal reggae al r ‘n’ b, dal dub al rockabilly, al rock tradizionale classico, senza rinunciare alla furia, al sarcasmo, a partire dalla dalla epica title-track: “Londra affonda e io vivo lungo il fiume”.


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C’è rock diretto di “Train in vain” e di “Death or glory” e “Lost in the supermarket (“Mi sono perso nel supermarket, non posso più comperare con felicità, sono entrato per quella offerta speciale, personalità garantita”), allo stralunato reggae-dub di “The guns of Brixton” (brano scritto e cantato dal bassista Paul Simonon). Tra le 19 canzoni del disco non ce n’è una sbagliata, una meno che stupenda. Un album lungo e completamente a fuoco, dall'inizio alla fine.

Il disco esce a metà dicembre del 1979. Un anno dopo, i Clash ritornano addirittura con un triplo album, “Sandinista”, una sfida continua a generi e convenzioni, ma in maniera decisamente più dispersiva. Nel 1982 arriva “Combat rock”, l’album con le canzoni più famose del gruppo, quelle che ancora tutti ricordando, anche chi non conosce il gruppo. Ma nel 1983 il gruppo implode: Bernie Rhodes, nel frattempo rientrato, convince Strummer ad estromettere Mick Jones, con cui le tensioni erano ormai intollerabili. Nel 1985 esce “Cut the crap”, l’ultima prova con il nome Clash. Non si riformeranno mai: Strummer muore nel 2002 per un infarto, dopo una carriera solista inizialmente discontinua, poi con una buona serie di album. Ma mai, mai nulla di paragonabile a “London calling”: uno dei più grandi album della storia della musica, da qualunque punto di vista lo si prenda.

 

"London Calling" dei Clash è disponibile su Legacy Recordings. Sul sito dedicato all’immenso catalogo italiano e internazionale di Sony Music, puoi scoprire tantissime news, curiosità e promozioni dal mondo della musica. Un archivio con tutti i protagonisti, la loro discografia e l’opportunità di pre-ascoltare moltissimi brani. 
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