Senza domandarci troppo se il rock sia vivo o morto, superato o attuale, contaminato o integerrimo, il concerto di Slash all’Assago Summer Arena ha dimostrato che il potere di coinvolgimento della musica è senza tempo e non perde mai il proprio smalto. Il saldo connubio che si è creato tra il chitarrista, il cantante degli Alter Bridge Myles Kennedy e la sezione ritmica dei The Conspirators si traduce in un sound ricco e convincente.
L’immagine dello smile che nasconde il sorriso inquietante di un teschio troneggia sul palco, sulla cassa della batteria e sulle magliette del pubblico: gli stendardi di Slash sono ben visibili, non resta che attendere di sapere cosa tirerà fuori dal cilindro. Parte un jingle a metà tra la musica da circo e il tema di Angry Birds (il famoso gioco per la quale Slash ha curato i suoni dell’ultima versione) e lascia poi spazio al carico e avvolgente riff di chitarra di “You’re a lie”. Questo primo brano tratto dall’album “Apocalyptic Love” (2012) e la successiva “Nightrain”, che fa subito contenti i nostalgici dei Guns’n’Roses, mostrano una scaletta consistente e varia, nonostante il tappetone di suono del basso copra inizialmente la voce non certo poco potente di Kennedy.
Si regolano i volumi su “Wicked stone”, che con il glorioso e tetro riff iniziale e gli acuti del ritornello riporta alle atmosfere del più crudo e sregolato rock del passato. C’è da dire in generale che l’esecuzione dal vivo migliora notevolmente la percezione delle tracce dell’ultimo album “World on fire”, in cui a volte la ridondanza dei pezzi smussa la piacevolezza dell’ascolto: sul palco, invece, il gruppo è ben presente e in forma, si coglie una certa armonia.
In “Doctor Alibi” e nella storica “Welcome to the jungle” il microfono è affidato al bassista Todd Kerns, un timbro graffiante rispetto alla voce più corposa di Kennedy, ma che regge comunque bene il confronto non solo con il frontman ma anche con il ricordo degli acuti di Axl Rose.
A parlare di Slash alla chitarra si rischia quasi di cadere nel banale: ovviamente virtuoso, colpisce soprattutto il solo al termine di “Starlight”, che varia piacevolmente dagli iniziali tocchi dal sapore blues alle frasi rapidissime, secondo gli schemi in cui notoriamente fa da padrone. La voce del pubblico che canta si fa infine più grossa e sicura sotto le note di “Sweet child o’ mine” e sul bis, in cui viene proposta “Paradise city”, a garanzia del fatto che alcuni riff creati dalle dita di fuoco di questa icona rock non invecchiano mai veramente.
(Vittoria Polacci)
SET LIST:
You’re A Lie
Nightrain
Avalon
Standing In The Sun
Back From Cali
Wicked Stone
Mr. Brownstone
You Could Be Mine
Doctor Alibi
Welcome To The Jungle
Beneath The Savage Sun
The Dissident
Rocket Queen
Starlight (+ Slash Solo)
Bent To Fly
World On Fire
Anastasia
Sweet Child O’ Mine
Slither
BIS:
Paradise City