Da riscoprire: la storia di "Emergency on planet earth" dei Jamiroquai

Da riscoprire: la storia di "Emergency on planet earth" dei Jamiroquai

Londra è sempre stata avanti, un luogo dove la musica che girava era quella che il resto del mondo avrebbe ascoltato nei mesi e negli anni successivi. E nella seconda metà degli anni '80 e nei primi anni '90, il genere più alla moda, quello che ascoltavano le persone "giuste", quello più "cool"  era l'acid jazz. Un misto di funk, jazz, pop, canzoni melodiche e ritmi perfetti per ballare. Una sorta di "spin-off" dall'acid house, un termine, si dice, inventato dal DJ Gilles Peterson. C'era anche un'etichetta, con quel nome. E fu su quell'etichetta che, nel '92, venne pubblicato il singolo di debutto di un gruppo che avrebbe portato il genere dai club alle classifiche: "When you gonna learn" dei Jamiroquai.

Già, i Jamiroquai o Jamiroquai, persona singolare? Jason Luís Cheetham, alias Jay Kay, il frontman e (quasi) one man band, la cui figura compare stilizzata anche sul primo disco, "Emergency on planet earth", sotto un cappellaccio che sarà uno dei tratti distintivi del personaggio. Kay ha scritto e inciso la prima versione del pezzo addirittura nel 1989, ma ha messo assieme il gruppo di musicisti nei primi anni '90, dopo avere tentato - senza successo - di diventare il cantante dei Brand New Heavies, nome di punta della scena acid jazz. 

Dopo la pubblicazione del singolo, la Epic mette sotto contratto i Jamiroquai, e lo ripubblica, preparando il lancio dell'album, "Emergency on planet earth", che arriverà nel '93.

Entrambi le componenti del nome della band sono rispettate, in quell'esordio diventato storico: da un lato c'è "Jam", l'idea della jam session, derivata dal jazz. I brani del gruppo hanno divagazioni strumentali che certo non sono improvvisate, ma li rendono riconoscibili. C'è chi paragona il gruppo a Stevie Wonder, un po' per la voce nasale di Kay (e i vocalizzi, come quelli di "Too young to day"), un po' per i continui riferimenti non solo al jazz, ma al funk, a quel suono di "Hotter than july". E poi c'è "Iroquai", un gioco di parole con i pellorossa Irochesi. Jay Indossa spesso, tra i suoi vari copricapi, le penne degli "indiani d'america". E il disco è permeato di suoni non indiani ma etnici - "When you gonna learn" si apre con un didgeridoo, il tipico strumento dei nativi australiani, che torna nel break con una specie di assolo.

Tutto il disco, fin dal titolo, è permeato da messaggi ecologisti, che fanno parte dell'immaginario del gruppo. Ma la fortuna della band è lui, Jay Kay, mister Jamiroquai, il suo modo unico di ballare, l'immagine, il gusto per il suono e la personalità per portare l'acid jazz nel paradiso del mainstream.

"Emergency on planet earth" è un trionfo di fiati, tastiere rhodes, chitarre funky e soprattutto di melodie e groove. Trova il perfetto equilibrio tra la ballabilità da club del genere per conservare la credibilitò e la piacevolezza che serve per scalare le classifiche.

Arriva al 1° posto in Inghilterra, dove venderà quasi mezzo milione di copie. Il successo mondiale arriverà solo qualche anno più tardi, nel 1997 quando "Virtual insanity" (e il famoso videoclip di Jonathan Glazer, quello con i pavimenti mobili), farà sfondare la band in America. Ma a livello musicale, "Emergency on planet earth" rimane il capolavoro del genere, e di un periodo intero. Solo qualche anno prima l'avrebbe mai detto che ci saremmo ritrovati a ballare musica funk che arriva dall'Inghilterra?

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"Emergency on planet earth" dei Jamiroquai è disponibile su Legacy Recordings. Sul sito dedicato all’immenso catalogo italiano e internazionale di Sony Music, puoi scoprire tantissime news, curiosità e promozioni dal mondo della musica. Un archivio con tutti i protagonisti, la loro discografia e l’opportunità di pre-ascoltare moltissimi brani. 
La rubrica settimanale Legacypedia, poi, ti permette di esplorare a fondo album e brani che hanno fatto la storia della musica. Per rimanere sempre aggiornato, iscriviti alla newsletter.

 
 

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