Sono trascorsi anni da quando erano sulla cresta dell’onda e stazionavano nei quartieri alti delle classifiche di vendita, ma oggi Marcella Bella e Donatella Rettore tornano a far parlare di loro per una polemica che ha il suo inizio al Festival di Sanremo 1986 quando Marcella giunse terza con “Senza un briciolo di testa” mentre Rettore chiuse tredicesima in classifica con la canzone “Amore stella”.
Una decina di giorni fa la 62enne cantante siciliana, intervistata da “Radio Club 91”, come riporta TgCom24, rinfocola l’antica antipatia con dichiarazioni alquanto perentorie e con poca possibilità di essere fraintese: "Donatella Rettore è una pazza, era invidiosa di me perché era una pertica di 1,80 e con i tacchi sembrava un travesta” continuando, "Una bionda secca secca con i labbroni a canotto. Mi criticava per il mio abbigliamento e i tacchi alti, salvo poi presentarsi da angelo con le ali a Sanremo. Non riesco a porgere l'altra guancia a nessuno anche perché non voglio farmi venire il mal di fegato" per chiudere, "E' pazza anche quando dà addosso a Vasco Rossi: ogni giorno si sveglia e deve parlare male di qualcuno".
Trascorsa una settimana di riflessione la cantante veneta risponde, dalle pagine di ‘Nuovo’, alle frasi della collega perentoriamente: "Si tratta di una diffamazione. Andrò dal mio avvocato penalista che le cause le vince tutte. Non ne sapevo nulla, ma a Marcella non conviene continuare...Se ha qualcosa da perdere, la perderà!".
E aggiunge, "Gli artisti non devono fare pettegolezzi. Una critica deve essere su quello che scrivi o canti, non su quello che sei, perché si tratta di scelte personali".
A chi le fa notare che in passato non si è mai tirata indietro quando c’è stato da criticare altri artisti, su tutti Ligabue, Vasco Rossi e Gianna Nannini, Rettore ha detto: "Sì, ma parlavo di musica. Io non voglio offendere nessuno, ma solo animare un panorama che mi sembra addormentato".