Da riscoprire: la storia di 'La torre di Babele' di Edoardo Bennato

Da riscoprire: la storia di 'La torre di Babele' di Edoardo Bennato

Nel 1976 Edoardo Bennato era un cantautore piuttosto affermato sulla scena italiana, avendo alle spalle dieci anni di carriera discografica: nel 1965, dopo anni di gavetta, il cantautore partenopeo aveva firmato il suo primo contatto discografico con la Parade di Vincenzo Micocci, fondata insieme a Carlo Rossi e Ennio Morricone, pubblicando il suo primo 45 giri "Era solo un sogno/Le ombre"; alla fine degli anni Settanta, in seguito al successo di brani come "Cin cin con gli occhiali", "Ahi le Hawai" e "Fuoco bianco", era stato messo sotto contratto dalla Numero Uno di Mogol e Lucio Battisti e aveva pubblicato un 45 giri di successo come "Marylou"; nel 1973, di ritorno da un viaggio a Londra, aveva consegnato al mercato il suo primo LP, "Non farti cadere le braccia" (un lavoro sperimentale che ottenne scarsi successi di pubblico ma discreti successi di critica), seguito da "I buoni e i cattivi" (1974) e "Io che non sono l'imperatore" (1975), due dischi che riscossero buoni successi di vendite.

Nel 1976, dicevamo, quello di Edoardo Bennato era un nome piuttosto affermato; e forte dei successi ottenuti con i suoi primi lavori, in quell'anno consegnava al mercato "La torre di Babele": si tratta di un album che a livello di contenuti lo vedeva continuare a presentarsi al pubblico come un "cantautore impegnato" (cantando di temi quali la guerra, ad esempio, ma anche della crisi della Berlino divisa dal muro), e che a livello di forma lo vedeva proporre canzoni musicalmente più vicine al rock e al blues rispetto a quelle pubblicate fino ad allora. Alle registrazioni de "La torre di Babele", che si tennero negli studi della Ricordi, a Milano, presero parte diversi musicisti: in studio, insieme ad Edoardo Bennato (impegnato alla chitarra, all'armonica a bocca e al kazoo), entrarono infatti il percussionista Tony Esposito, i batteristi Sandro Lorenzetti dei Maxophone e David Walter dei Libra, i chitarristi Roberto Ciotti e Francesco Bruno e il pianista Stefano Sabatini. Senza dimenticare il sassofonista Robert Fix, il violinista Lucio Fabbri, il bassista Gigi De Rienzo, la corista Patrizia Lopez, la Old Time Jazz Band e Eugenio Bennato, fratello del cantautore.



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Dieci furono i brani che Bennato e i suoi musicisti registrarono per "La torre di Babele": si va dalla title track a "Fandango", passando per i singoli "Cantautore", "Venderò", "Franz è il mio nome" e "Viva la guerra". L'anima "impegnata" del cantautore partenopeo, in "La torre di Babele", emerge in brani quali "Franz è il mio nome" (che parla di un uomo che vive nella Berlino divisa dal muro: "Franz è il mio nome e vendo la libertà/a chi vuol passare dall'altra parte della città/compra il biglietto e non ti pentirai, per quello che ti do non costa assai", canta Bennato nella prima strofa della canzone) e "Viva la guerra" (sulla guerra impostata come una missione da svolgere senza se e senza ma, e soprattutto senza pietà: "Sei un soldato e difendi la libertà/e quelli contro sono cattivi/di loro non aver pietà", recita una strofa del brano). Non mancano, tuttavia, brani dai tratti più grotteschi, dalle tinte più bizzarre, come "Ma chi è?", un ritratto del caos rionale (complice anche la presenza alle percussioni di Tony Esposito).

Impegnata è pure la copertina, che raggruppa in una ideale torre di Babele figure chiamate a rappresentare la storia dell'umanità: da un uomo primitivo con un'ascia in mano (presente in basso, a sinistra) a un missile che risalta sulla sommità della torre.
 

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"La torre di Babele" di Edoardo Bennato è disponibile su Legacy Recordings. Sul sito dedicato all’immenso catalogo italiano e internazionale di Sony Music, puoi scoprire tantissime news, curiosità e promozioni dal mondo della musica. Un archivio con tutti i protagonisti, la loro discografia e l’opportunità di pre-ascoltare moltissimi brani. 
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