Da riscoprire: la storia di "Kind of blue" di Miles Davis

Da riscoprire: la storia di "Kind of blue" di Miles Davis

Il più importante e amato disco di uno dei più grandi geni del '900, musicali e non solo. Basterebbero poche parole per spiegare perché “Kind of blue” di Miles Davis è una, una “milestone”, una pietra miliare, per usare lo stesso gioco di parole del jazzista americano per il suo album del 1958 “Milestones”. “Kind of blue” esce l’anno dopo, nel 1959, e rivoluziona il modo di fare jazz e di suonare, con un impatto che va ben oltre la musica afroamericana. 

Nel 1959 Miles Davis ha 33 anni. Arriva da una famiglia benestante di Sant Louis: padre dentista, madre musicista; ma è il padre a regalargli una tromba all’età di 13 anni. Nei due decenni tra quel regalo e l’incisione del suo capolavoro ci sono non una, ma diverse vite, ognuna più densa ed innovative delle singole carriere di molti altri musicisti di alto profilo. Nel ’44 Davis si trasferisce a New York e vive in prima persona l’era del bebop, iniziando a suonare con con gente come Dizzie Gillespie, Thelonious Monk e soprattutto con Charlie Parker, con cui i rapporti si deteriorano presto, a causa dei problemi di droga di quest’ultimo - gli stessi problemi che segneranno anche Davis, a partire dai primi anni ’50.
Nella metà degli anni ’50 Davis fonda un quintetto in cui entra John Coltrane al sax, suo coetaneo ma non ancora leader; negli anni seguenti la formazione viene sciolta e riformata diverse volte, fino a diventare un sestetto: entra il sax di Julian "Cannonball" Adderley e cambiano alcuni musicisti.

La line-up che entra in studio il 2 marzo e il 22 aprile del 1959 vede, oltre a Davis, Coltrane e Adderley, il pianoforte di Bill Evans, il contrabbasso di Paul Chambers e la batteria di Jimmy Cobb.
Negli anni precedenti Davis aveva continuato a sperimentare, incidendo con Gil Evans, scrivendo in maniera innovativa (La colonna sonora di “Ascensore per l’inferno” di Truffaut, improvvisata guardando il film), suonando standard rivisitati, pezzi dal repertorio bepop sui cui improvvisare in maniera classica. Ma il modo in cui viene affrontata la registrazione di “Kind of blue” è totalmente diverso, ed è basata su un libro pubblicato qualche anno prima, nel ’53, dal pianista George Russell. Il libro si intitola “Lydian chromatic concept of tonal organization” e sostiene si possa liberare l’improvvisazione dall’armonia tonale e legarla alle scale modali: nacque così il “jazz modale”, di cui “Kind of blue” è il primo esempio e il massimo capolavoro. Un nuovo modo di suonare che ha cambiato il corso della musica.
 Come racconta Bill Evans nelle note di copertina del disco, Davis fornì ai musicisti solo delle linee melodiche su cui improvvisare in studio e brevi istruzioni, che aveva sperimentato proprio in “Milestones”. La leggenda vuole che le tracce dell’album siano tutte prime esecuzioni, ma è universalmente ritenuta falsa: solo la versione di “Flamenco sketches” è effettivamente la prima “take”. Ma ciò non di meno il risultato è un album di un’intensità e di una spontaneità enorme, e contemporaneamente estremamente semplice e accessibile anche per i non appassionati di jazz: le poche note iniziali di “So what”, su cui si basa tutta l’improvvisazione su scale modali, è uno dei temi musicali più noti e amati di tutti i tempi - e lo stesso tema viene ripreso in “Freddie Freeloader”, con il principio modale.

Pubblicato il 17 agosto del ’59, l’album venne originariamente messo in ombra dal rumore ottenuto dal free-jazz di Ornette Coleman (che aveva pubblicato “The shape of things to come” l’anno precedente), e che al tempo sembrava molto più innovativo dell’approccio di Davis. Ma l’influenza di “Kind of blue” superò quel momento: la rivoluzione copernicana nell’approccio all’improvvisazione si farà sentire nei capolavori di John Coltrane (su tutti “A love supreme” del ’65), arrivando anche al rock (si dice che Richard Wright si sia ispirato a Davis per l’intro di “Breathe” su “Dark side of the moon”.)

Il dibattito sul fatto che sia o meno il disco più venduto dell’enorme e poderosa discografia di Davis, alla fine, è relativo: “Kind of blue” è uno dei più grandi album della storia della musica, uno di quelli amati tanto dai puristi e dagli appassionati di genere, quanto  da chiunque: se c’è un disco che può essere definito “capolavoro” è proprio questo.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/5D96NCy1KRoc-g7qBPqOEGTryAU=/700x0/smart/http%3A%2F%2Fupload.wikimedia.org%2Fwikipedia%2Fen%2F9%2F9c%2FMilesDavisKindofBlue.jpg

"Kind of blue" di Miles Davis è disponibile su Legacy Recordings. Sul sito dedicato all’immenso catalogo italiano e internazionale di Sony Music, puoi scoprire tantissime news, curiosità e promozioni dal mondo della musica. Un archivio con tutti i protagonisti, la loro discografia e l’opportunità di pre-ascoltare moltissimi brani. 
La rubrica settimanale Legacypedia, poi, ti permette di esplorare a fondo album e brani che hanno fatto la storia della musica. Per rimanere sempre aggiornato, iscriviti alla newsletter.

 
 

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.