One Direction, Liam Payne 'risponde' a Zayn Malik. E si fa strada l'ipotesi del 'licenziamento'
Sono ore concitate, le ultime, in casa One Direction: il definitivo abbandono di Zayn Malik ha scosso dalle fondamenta sia la celeberrima boy band britannica che le sue vastissime schiere di fan, che sul Web - dal pomeriggio dello scorso mercoledì, 25 marzo - si sono abbandonati a scene di nemmeno troppo ordinaria disperazione.
Nelle ultime ore il transfuga ha accettato di parlare per la prima volta dopo l'abbandono del gruppo, consegnando ai cronisti del Sun la sua versione dei fatti chiusa da una sibillina dichiarazione che potrebbe essere interpretata come un de profundis anticipato del gruppo di "Midnight memories":
"Loro hanno ancora voglia di farlo per un po', quindi continueranno con le loro cose e credo che andrà bene per un po'".
Come dire: questione di tempo, e gli One Direction imploderanno definitivamente.
Alla boutade ha risposto - via Twitter - l'ex compagno di band Liam Payne: pur senza citare direttamente le dichiarazioni di Malik, il cantante ha voluto rassicurare i propri fan, ribadendo come il futuro degli One Direction non sia da mettere in discussione:
In light of recent events I think this is important to say. For the past five years now I've been part of (cont) http://t.co/rkSsnCOc4W
— Liam (@LiamPayne) March 26, 2015
"Alla luce degli eventi recenti, credo sia importante dirlo (...): continuate a credere in noi, vi assicuro che abbiamo ancora molte cose da dire".
E se, almeno a detta di Payne, non ci sarebbero nubi all'orizzonte degli One Direction, qualche indiscrezione di stampa potrebbe gettare più di un'ombra sulle reali cause dell'abbandono di Malik: secondo quanto riferito da Radaronline - che cita fonti anonime vicine al management del gruppo - l'uscita del cantante non sarebbe da considerare un allontanamento consapevole e volontario, ma un vero e proprio licenziamento arrivato dopo più di un richiamo a una condotta più sobria.
"L'uso di alcol e droghe da parte di Zyan stava diventando un problema: lui ha scelto di non ripulirsi e quindi è stato cacciato. Gli altri gli hanno anche offerto la possibilità di tornare sobrio, ma lui non ha potuto sfruttarla (...) La vera ragione per la quale è tornato a casa a Londra è perché non è in forma. Sta andando a fondo velocemente e un intervento si è reso necessario: quindi è stato deciso che la cosa migliore, per lui, fosse quella di rimandarlo a casa a prendersi cura di sé stesso"