Comunicato Stampa: I Daunbailò questa sera ad Arezzo Wave

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VENERDI' 9 LUGLIO - AREZZO WAVE LOVE FESTIVAL 2004, PSYCHO STAGE - ORE 16.30

I DAUNBAILO' IN CONCERTO
PRESENTANO IL LORO PRIMO ALBUM

A soli sei mesi dall'uscita del loro sorprendente album d'esordio, i DAUNBAILO' suggellano questo fortunato periodo con la partecipazione al festival rock italiano per eccellenza. La band romagnola il prossimo 9 luglio sale infatti sul palco dell'Arezzo Wave Love Festival 2004(Psycho Stage, alle ore 16.30, Viale Cittadini).
Tra le più interessanti ed originali rock-band emergenti oggi in Italia, i Daunbailò nascono da un progetto ideato da Valerio Corzani (già bassista dei Mau Mau) e Mirco Mariani (ex batterista di Vinicio Capossela, collaboratore di Enrico Rava e Jimmy Villotti). I due avevano già condiviso quella bellissima avventura musicale chiamata Mazapegul, band di culto che molto ha contribuito nella seconda metà degli anni novanta al rinnovamento in chiave etno-folk del rock italiano. Proprio per riprendere e, allo stesso tempo, superare il percorso musicale lasciato in sospeso dai Mazapegul, Miriani e Corzani si sono circondati da un gruppo di giovani e determinatissimi musicisti: Samuele Poggi (voce e chitarra), Massimiliano Amadori (chitarra e tastiere), Korki Veggiani (basso), Mocambo (batteria) e Alfredo Nuti (chitarra e farfisa), cui si è affiancata una nutrita schiera di amici/collaboratori/ospiti: da Jimmy Villotti a Luciano Titi (già con Roy Paci), da Giancarlo Bianchetti a Massimiliano Amadori (Vip 200), da Michele Vignali (Mazapegul,) a Bruno Farinelli (già batterista di Elisa).

In questa nuova formazione i due hanno composto (testi di Valerio e musiche di Mirco), arrangiato (Mirco), prodotto (insieme) tutti i pezzi ed è per questo che, anche se non parteciperanno alle esibizioni live, saranno parte integrante della gestione e delle scelte future del gruppo. Ciò che ne è scaturito è il risultato del lavoro di una "factory", anzi di una STRAFACTORY. La band fa in effetti riferimento ad una crew creativa così denominata con base in Romagna, a S.Piero in Bagno, che comprende, oltre ad un nucleo variabile di musicisti, anche uno studio di registrazione, un'agenzia di booking, uno studio grafico (che ha curato il booklet del cd).
"Daunbailò è, a tutti gli effetti, la nostra nuova creatura", dichiara Corzani. "Una creatura che Mirco ed io abbiamo ideato, preparato e coccolato, dopo il tragico stop dei Mazapegul causato dalla scomparsa di Dido, il funambolico cantante della band"
Dal punto di vista stilistico, questo disco segna una serie di svolte rispetto al profilo stilistico battuto dai Mazapegul:un "rock-pop mutante" difficilmente etichettabile, a grandi artisti quali Arto Linsday, Latin Playboys, Mirways, ma anche ben radicato nella tradizione del rock italiano, al cui ambiente i Daunbailò hanno il merito di portare con questo album d'esordio nuovi, entusiasmanti stimoli. I Daunbailò hanno recentemente realizzato per il singolo Anima Muta il loro primo video clip, che può essere visto sempre nell'ambito di Arezzo Wave 2004, tra i videoclip selezionati nella sezione Clip Wave. Il video di Anima Muta vede protagonista la nota attrice Agnese Nano nei panni di una femme fatale che si diverte a torturare nella sua stanza da letto con modalità bizzarre e sorprendenti un malcapitato amante, impersonato dal vocalist dei Daunbailò, Samuele Poggi. Il finale è ovviamente una sorpresa.


DAUNBAILO' - RASSEGNA STAMPA :

"Una musica(...)che gioca splendidamente con i chiaroscuri e sa esaltare la propria forza evocativa in un colorato caleidoscopio(...)il loro songbook vanta pregevoli equilibri ritmico-melodici, un tocco eccentrico che non guasta mai, testi creativi e una buona capacità di suscitare emozioni(...).Un esordio questo dei Daunbailò che ha tutte le carte in regola per non passare inosservato". IL MUCCHIO SELVAGGIO n.558
"Smontano, incastrano e rimontano. E non e detto che le tre azioni avvengano esattamente in questo ordine.(...) Tom Waits, Capossela, Mau Mau rispuntano dopo essere passati per la centrifuga di una fantasia irrefrenabile(...).Di solito una musica così viene definita underground. Speriamo solo che di sotterranei dell'anima emerga presto sulle rive del mondo. Se lo merita". MUSICA di Repubblica - Feb 2004
"...i Daunbailò danno vita ad un album frizzante ed eclettico,capace di spaziare dalle melodie folk tipicamente italiane e generose deviazioni in terra americana, non distanti dalle lezioni di Latin Playboys, Marc Ribot e Calexico...tracciano dunque una strada inedita per la musica d'autore italiana, proponendo un melting pot(...) all'insegna di un suono di confine intelligente e dall'animo profondamente poetico.Nessun dubbio che dei Daunbailò sentiremo ancora parlare". ROCKERILLA - Gen 2004

"...13 canzoni: graffi di una creatività che ha scelto di non passare per la strada maestra ma cerca i suoi punti d'appoggio nella costruzione di un mosaico nel quale le tessere non combaciano sempre perfettamente. Questo è rock d'autore e di ricerca, di lotta e di inquietudine; sono canzoni di un alto livello d'intellettualismo pensoso che richiedono un ascolto ripetuto, anche se alcuni titoli (la conclusiva Cloro, per esempio) arrivano direttamente al cuore senza troppe dispersioni". Musica & Dischi - Feb 2004
"...un disco alquanto interessante, fra lo-fi e approccio elettronico che filtra tutte le voci, sporca i suoni e li attualizza con scratch su ritmiche moderne(...)ad esempio con Dio d'aqua o l'orecchaibile 48 corde , che rammenta i Denovo dei bei tempi che furono, ci si imbatte in episodi sicuramente molto piacevoli(...). E' un esordio interessante che lascia presagire un buon futuro per una band sicuramente personale." AM - Feb 2004
"La canzone d'autore italiana è in uno stato di grazia(...) e i Daunbailò sono la parte prograssista del popolo d'autore, hanno aggiunto un tocco d'elettronica e testi attuali alle reazionarie chitarre di Bianchetti e Villotti, creando uno stile personale posizionabile tra il Maestro Vinicio(Capossela) e i discepoli meno ingralisti dei Mirways". ROCKSTAR - Gen 2004

" Un disco da non perdere". ROCKSOUND - Gen 2004
"L'esordio dei romagnoli Daunbailò si materializza in un album di sicuro fascino, a tratti appesantito dalla tendenza all'autocompiacimento lirico e vocale. Il meglio arriva quando il combo(...) gira intorno a idee precise, strutture chiare, costruzioni narrative limpide(...). Una robusta tournèe non potà che giovare alla chiarezza di intenti, dal momento che la stoffa è evidente. RUMORE - Feb 2004
"Tra cantautorato e rock, i Daunbailò fanno la cosa giusta.(...)In poco meno di tre quarti d'ora i Daunbailò scivolano tra schiette ipotesi rock, testimonianza sudamericane, folate di bossanova, pulsazioni elettroniche." ALL MUSIC - Mar 2004
"Corzani e Mariani hanno creato una sorta di fabbrica musicale intorno a cui far far gravitare un buon numero di musicisti interscambiabili(...).I tredici brani del disco risentono delle influenze care ai due musicisti, dai Latin Playboys ad Arto Linsday, dai mirways alla tradizone rock italiana più suggestiva, tenendo ben ferma nel cuore l'esperienza emozionante che i due artisti hanno condiviso nei Mazapegul." RARO, Mar 2004
"Con un nome così non potevano che ritrarre il lato sgembo della vita.(...) I Daunbailò rinascono da dove si erano fermati i Mazapegul. Ora il sound è meno d'assalto, più screpolato, nervoso, in bianco e nero. Dalle parti di Capossela e Arto Lindsay. Un pò surreali, eccentrici ma senza esagerare. Anzi:il finale è alla Bindi." G. Veltri, DIARIO - Feb 2004
"Il progetto dei Mazapegul(...) continua oggi nei Daunbailò. Così dicono Valerio Corzani e Mirco Mariani, i due continuatori attorno a cui ruota questo nuovo progetto. Non prendeteli in parola. La nuova band scarta dalle linee dell'etno per lanciarsi su strade più originali ed elettriche, attingendo a piene mani alle risorse dell'elettronica. Il risultato è un pop contaminato, trascinante e intelligente". LIBERAZIONE del 19.12.03 "I Daunbailò sono un calice di vino rosso che ad ogni sorso riscalda e mette in luce sfumature nuove di colori e sapori cangianti.(...) La musica dei Daunbailò sa essere sofisticata nell'accezione più nobile e piacevole che si possa dare alla parola, e al contempo estremmente diretta, orecchiabile. Se saranno rispettate le premesse di questo esordio, Daunbailò potrebbe diventare un nome molto stimato nel panorama musicale italiano. Eleganti." MusicaItaliana.com - Gen 2004

"Derivativi ma coraggiosi, i Daunbailò battono la strada impervia del rock d'autore di genere, riuscendo però a stupire per il grado di maturità creativa. (....) sono capaci di dar vita a creature musicali multiformi e letterarie, cercando però sempre di colpire prima alla pancia e poi alla testa. Insomma, emozionano senza tante alchimie e si ritagliano uno spazio importante nel nostro rock più autoriale. E già mi chiedo come saranno dal vivo…". Musicboom.it - Gen 2004
" “Daunbailò” è un cd prezioso, incastonato di piccole gemme da cogliere al volo, all'interno del quale ci si aggira facilmente tra canzoni costruite tenendo bene a mente le lezioni di Tom Waits ( “Anima muta” ) e di Vinicio Capossela, del quale i nostri sembrano possedere sia il volto pseudo-romantico (“Vento di luna”) che quello eccentrico da saltimbanco puro (“Urska Salomè”). Qualche richiamo ai Mau Mau (“Maracanà”) ed ad un pop più cantautorale (“Con la chitarra sul tetto in un giorno di vento”) completano il quadro di un disco suonato con sapienza, arrangiato mettendo insieme la strumentazione classica del rock, le trasversalità proprie dell'elettronica e le piacevoli diavolerie del theremin. Un 'tutto' in grado di coinvolgere - ma anche di sconvolgere - al quale augurare anche qualche soddisfazione commerciale." Rockit.it - Feb 2004

"I Daunbailò chiedono tempo per la loro musica, esigono attenzione, reclamano concentrazione, ma dispensano sorpese a piene mani, ascolto dopo ascolto, capaci di riattizare la gioia della scoperta nell'ascolto musicale. " Rockshock.it - Gen 2004
"E' difficile descrivere in pochi tratti il contenuto musicale di questo disco, così caleidoscopico, ricco e sorprendente. Non c'è in realtà un unico filo che percorre le tracce, tranne quello della creatività e dell'abilità nell'inventarsi soluzioni e suoni differenti di volta in volta con il gusto di stupire e lasciare la noia altrove. Il tutto sotto il segno della semplicità." Chansonnier.it - Gen 2004
"Spiazzano ma soprattutto colpiscono con una miscela di profumi, suoni e sapori veramente particolare, come se i Daunbailò avessero girato tutto il mondo, dal Sud America all'Africa, dagli Stati Uniti all'Europa, portandosi via da ogni luogo visitato un suono, un ritmo o una storia, per poi tornare a casa, chiudersi in studio, aprire la valigia con i ricordi del viaggio e miscelarli omogeneizzandone i suoni con la maturità dei musicisti rock europei. " Kronic.it - Dicembre 2003
"È raro che un gruppo possieda già una sua direzione al disco d'esordio: capita di solito con quei musicisti dotati di una visione o di una missione. I Daunbailò non dispongono di una tecnica capace di sconvolgere i generi, né di canzoni che possano convertire le masse, ma riversano nella musica quel senso d'avventura, proprio di chi ha una meta da raggiungere.(...)Il rock dei Daunbailò porta con sè echi dei Latin Playboys e di Morricone, del folk e della canzone italiana, ma soprattutto è una creatura con un'identità precisa. Che continua a mutare e a stupire, rimanendo di fondo se stessa." Mescalina.it - Gen 2004

LE INTERVISTE ONLINE:

http://musica.virgilio.it/intervista/065/index.html
http://www.kwmusica.kataweb.it/kwmusica/pp_scheda.jsp?idContent=116777&idCategory=2028
http://www.musicboom.it/mostra_art.php?categoria=interviste&Unico=20040126213526
http://www.mescalina.it/musica/interviste-/interviste.php?id=78
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