Il primo cantante in gara a sottoporsi al rituale dell'incontro con i giornalisti della sala stampa è il fratello minore di Fabri Fibra, del quale giovedì prossimo uscirà il nuovo album "Andrà tutto bene". E' l'artista a prendere la parola per primo: "Volevo solo fare una precisazione in merito alle prove di ieri pomeriggio: avevo un problema tecnico, ma non me la sono sentita di interrompere la prova e il risultato non è stato all'altezza del brano". "Andrà tutto bene" potrebbe essere la canzone-simbolo di questo Festival che inizia senza lacuna polemica? "Forse sì. In questo disco ho messo un po' da parte il mio lato dark e ho invece sottolineato un mio spirito positivo e ottimista".
Cosa può cambiare il Festival nella percezione che il pubblico ha di te? "Il Festival è un traguardo, per me, perché mi dà l'occasione di mettere in mostra una mia veste nuova; mi sentivo pronto, dopo che in passato il mio nome era già stato dato come probabile partecipante a Sanremo".
E come mai non eri stato fra i partecipanti? "Ci avevo provato nel 2012, ma non ero stato invitato. Forse non era il momento, e probabilmente il brano che avevo presentato era troppo rap e troppo poco canzone".
Ma Nesli, quand'era un rapper, che opinione aveva di Sanremo? "Niente di molto diverso da quello che penso ora. Non ho mai avuto pregiudizi nei confronti di questa manifestazione".
Questa svolta in positivo, da cosa è stata generata? "E' stato un passaggio naturale, un'evoluzione, una crescita nella mia vita e quindi anche nel mio modo di essere artista. Ho messo via la voglia di distruggere e adesso ho vosglia di costruire".
Come mai hai scelto, per la serata delle cover, una canzone di Luca Carboni? "Lui rappresenta un cantautorato dalla vena malinconica che apprezzo. Non avevo mai cantato una cover prima d'ora, e 'Mare mare' mi è parso una buona scelta; mi sono confrontato con Carboni, e ho avuto la sua approvazione per inserire nella sua canzone un intervento di mia composizione".