Bob Dylan, 50 anni fa "Subterranean homesick blues". VIDEO

Bob Dylan, 50 anni fa "Subterranean homesick blues". VIDEO

"Era un freddo giorno di mezzo inverno a New York City", rievoca poeticamente Richard Williams sul "Guardian" iniziando il suo articolo sul cinquantesimo anniversario della registrazione di "Subterranean homesick blues" da parte dell'allora giovanissimo Robert Zimmermann.
La registrazione venne fatta nello Studio A della Columbia Records, al 799 di Seventh Avenue, appunto il 14 gennaio del 1965. Dylan aveva 23 anni, aveva già pubblicato i suoi due primi album ("The freewheelin’ Bob Dylan" e "The times they are a-changin’") e fino a quel momento era considerato un cantautore folk, impegnato e predicatorio.
Quel giorno, però, Dylan compì un passo che avrebbe avuto conseguenze epocali.

Tornò, in sostanza, al rock'n'roll dei suoi esordi con le band del liceo. Erano arrivati in America i Beatles e i Rolling Stones, e Dylan aveva aguzzato le orecchie.
"Nessuno mi suggerì una svolta elettrica" rivendicherà poi. Ma aveva un complice: il suo produttore Tom Wilson, che aveva organizzato le session per quello che sarebbe diventato il terzo album di Dylan, "Bringing it all back home".
La prima take di "Subterranean homesick blues" fu suonata e registrata il 13 gennaio; il giorno seguente, appunto il 14, in studio c'erano John Hammond Jr e Bruce Langhorne alle chitarre elettriche, Bill Lee (il padre del regista Spike Lee) al basso, Bobby Gregg alla batteria, un pianista mai identificato e Dylan, con la chitarra elettrica e l'armonica a bocca. Servì un'altra sola take per ottenere la registrazione definitiva dei due minuti e 22 secondi della canzone.
Nella primavera del 1965, il brano, uscito su singolo, arrivò al numero 9 delle charts britanniche (ma entrò a malapena nella Top 40 statunitense). A quel punto, comunque, Dylan stava dando gli ultimi tocchi a una canzone che si intitolava "Like a rolling stone", che avrebbe definitivamente sancito l'avvìo della rivoluzione musicale di Bob Dylan.
L'8 maggio 1965, in un vicolo dietro l'Hotel Savoy di Londra, il documentarista DA Pennebaker girò il famoso filmato, sullo sfondo del quale compare il poeta beat Allen Ginsberg, che ha contribuito in maniera sostanziale all'epocalità di "Subterranean homesick blues".




Questo filmato è stato oggetto di rifacimenti, imitazioni e parodie; non solo da parte del quasi inevitabile Weird Al Yankovich





ma anche da parte di molti altri. Un rifacimento interessante è quello di Dave Stewart ex Eurythmics per il lyric video di "Every single night", tratta dall'album del 2013 "Lucky numbers".




ma di remake analoghi ne sono stati fatti numerosi; ricordiamo l'apparizione a Sanremo, nel 1995, di Daniele Silvestri con "L'uomo col megafono".




 

 

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