I russi volevano uccidere Elvis?

I russi volevano uccidere Elvis?

Elvis si sarebbe fatto ridurre il naso, accentuare la linea del mento e incapsulare i denti un mese prima di girare il suo primo film. Le sue calze sporche sarebbero state la disperazione della povera madre Gladys. La sua casa discografica, la RCA, sarebbe stata sull'orlo della bancarotta quando arrivò la telefonata che annunciava la morte del "Re": la polizza di 2,5 milioni di lire sulla vita della loro star consentì loro di fare fronte ai debiti, e le vendite dei dischi di Elvis nei mesi successivi garantirono un attivo di 25 milioni di dollari. Sono alcune delle rivelazioni di "Elvis: Unknown stories from behind the legend", una ennesima biografia di "The Pelvis" scritta dall'ennesimo amico fidato, Jim Curtain. Il vecchio Jim ce la mette tutta, ma non può rivaleggiare con un file della FBI dove si indaga su un complotto ordito dall'Unione Sovietica per assassinare il re del rock'n'roll nel 1959, mentre svolgeva il servizio militare in Germania. Lo scopo, secondo la lettera anonima ricevuta dalla RCA e passata anche al vaglio dei funzionari della difesa del Pentagono, sarebbe stato di destabilizzare il governo americano.

Dall'archivio di Rockol - Così parlò Elvis il Re del Rock'n'Roll
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