What a clip! Michel Gondry, un genio al servizio della musica

di
Mila Berardini

Michel Gondry nasce in Francia, a Versailles, l’8 maggio 1964 in una famiglia dove la musica è una presenza costante: suo nonno, Costant Martin, è colui che ha inventato il primo sintetizzatore per la musica, il Clavioline, mentre il padre vendeva chitarre elettriche.
Così, da piccolo, sogna di diventare inventore ed assieme a suo cugino crea uno strano marchingegno capace di fare disegni animati. Più tardi acquisterà una videocamera 16mm per realizzare piccoli film d’animazione. Dopo la scuola media, si iscrive a l'Ecole Olivier-de-Serres a Parigi, un’importante scuola di arti applicate, dove sviluppa le sue capacità nel campo della grafica ed incontra coloro con i quali fonderà la sua futura band pop/rock, gli Oui Oui, dove Michel è il batterista.
Assieme al suo gruppo produrrà due album, “Chacun tout le monde” e “Formidable”, e molti singoli, tra cui “La ville”, dove Michel ne diventerà anche il regista del videoclip.

Nel 1992 proprio grazie al videoclip di “La ville”, Michel inizia a farsi conoscere: la sorte volle che un pomeriggio, nella lontana Islanda, Björk, allora voce dei Sugarcubes, fosse sintonizzata su Mtv e rimanesse folgorata alla vista di questo video. Si mise così in contatto con Gondry per far si che fosse lui il regista del suo primo videoclip da solista, "Human Behaviour".

Bjork “Human Behaviour”



La collaborazione con la cantante islandese prosegue a lungo e porterà entrambi al successo planetario, dando vita a cinque video, mentre Gondry inizia a lavorare anche con artisti del calibro di Rolling Stones, White Stripes, Chemical Brothers, Daft Punk, Foo Fighters, Massive Attack, Kylie Minogue, Lenny Kravitz, Radiohead e molti altri ancora.

Nel 1995 lavora nuovamente assieme a Björk, stavolta per il videoclip del singolo “Army of me”: abbandonate le vesti della fatina di “Human Behaviour”, la cantante si trasforma in una piccola terrorista del futuro che viaggia al volante di un gigantesco e bizzarro camion tritarifiuti e, dopo aver affrontato un gorilla dentista che le estrae un diamante dalla bocca, va ad innescare una bomba in un’inquietante galleria d’arte per liberare il suo innamorato che è il protagonista di una strana installazione.

Bjork “Army of me”



Nel 1997 è la volta dei Daft Punk con “Around the world”, il primo ed unico video dance di Gondry. Il videoclip si sviluppa su di un palcoscenico circolare fatto a forma di scala inclinata, dove troviamo circa trenta ballerini divisi in gruppi. Tutti gli strumenti utilizzati per l’esecuzione del brano sono stati separati, creando una coreografia specifica per ognuno di questi. Gli scheletri rappresentano le chitarre, i robot il vocoder, le mummie la batteria, le ballerine il sintetizzatore ed infine gli atleti rappresentano il basso.

Daft Punk "Around the world"



Nello stesso anno Michel Gondry si mette all’opera per il videoclip del secondo singolo estratto dall’album “The Colour and the Shape” dei Foo Fighters. Si tratta di un piccolo film che cita espressamente “La casa” di Sam Raimi, pellicola del 1981 di genere horror-splatter, in cui una coppia di giovani fa lo stesso sogno e culmina nella scena in cui il ragazzo è svegliato dal suono del telefono: dall’altra parte c’è la sua ragazza in pericolo che cerca aiuto per uscire dall’incubo.


Foo Fighters “Everlong”



Qualche tempo dopo, Gondry lavora assieme ai White Stripes” per il videoclip del singolo “The hardest button to button”: batterie che si ripetono in maniera fobica e compulsiva, danno vita a una strana e ripetitiva danza che scandisce il tempo.

White Stripes “The hardest button to button”


 

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