AC/DC sull'arresto di Phil Rudd: 'Nessun problema per il tour di 'Rock or bust'

AC/DC sull'arresto di Phil Rudd: 'Nessun problema per il tour di 'Rock or bust'

Da una parte, una rassicurazione rivolta ai fan. E, dall'altra, una sorta di rassegnata presa di coscienza - che, data la foto promozionale diffusa qualche tempo fa, potrebbe non essere questione delle ultime ore - circa la necessità di mandare avanti lo spettacolo non con uno, ma con due elementi in meno: a mezza giornata dall'arresto - e dal successivo rilascio - di Phil Rudd (nella foto), gli AC/DC hanno voluto diramare un comunicato ufficiale che chiarisca la posizione del gruppo riguardo alla vicenda.

La nota, diffusa poco fa, è estremamente sintetica, ma piuttosto chiara: "Siamo stati informati dell'arresto di Phil dalla stampa", si legge nel dispaccio, "Non abbiamo alcun commento da fare. L'assenza di Phil non intralcerà né la pubblicazione del nuovo album 'Rock or bust' né il tour che avrà luogo il prossimo anno". Il passaggio riguardante l'"assenza di Phil", inserito prima ancora che la corte si riunisca per la prima udienza del processo a suo carico - fissata per il prossimo 27 novembre - potrebbe lasciar supporre che, a prescindere dall'esito del procedimento giudiziario, il gruppo abbia già elaborato (e non da oggi) un piano alternativo che preveda l'ingaggio di un altro batterista.

Rudd, attualmente, si trova in stato di libertà su cauzione dopo il rilascio - avvenuto quando in Italia era primissima mattina - da parte delle autorità di Tauranga, località neozelandese dove l'artista risiede dai tempi della sua prima cacciata dal gruppo (avvenuta nel 1983) e dove possiede un ristorante, il Phil's Place: le norme che regolano il suo status attuale gli proibiscono di contattare chiunque si trovi coinvolto nel caso, che lo vede imputato per aver progettato gli omicidi - commissionati a un professionista - di due persone, le cui generalità - così come quella del supposto killer - non sono state comunicate. Nel corso di una perquisizione effettuata presso il suo domicilio sono stati rinvenute sia cannabis che metanfetamina, ritrovamenti che sono valsi al collega di Angus Young anche l'accusa di possesso di stupefacenti. Come ricordato prima, la prima udienza del processo a carico di Rudd è stata programmata per il prossimo 27 novembre: se trovato colpevole di tutti i capi d'accusa ascrittigli, il musicista potrebbe essere condannato a una pena detentiva di dieci anni.

Nel frattempo, sono emerse indiscrezioni circa il quadro generale della vicenda. A scavare nella vita privata di Rudd è stato l'australiano Herald Sun, che - in un articolo della sua edizione online apparso solo qualche ora fa - avrebbe avuto modo di contattare il supposto assassino contattato dal batterista: l'uomo - la cui identità, ovviamente, è stata nascosta - ha riferito di non meglio identificati problemi che avevamo costretto il musicista a isolarsi, negli ultimi tempi.

"La gioia di essere una rockstar: sempre sotto i riflettori", ha sarcasticamente chiosato l'uomo, che ha respinto ogni addebito circa le accuse su qualsiasi tipo di accordo finalizzato al duplice omicidio ("Non so di cosa stiate parlando: è stata la polizia a informarmi del suo arresto"): "Dovreste dispiacervi per lui. Tutte quelle aspettative sulle spalle: è una brava persona, con un cuore grande", ha continuato l'anonimo coinvolto nell'indagine, precisando come Rudd - oltre a invitarlo a battute di pesca e escursioni - gli permettesse di utilizzare le sue auto, tra le quali modelli molto recenti di Lamborghini e Ferrari. "Ha dei problemi", ha comunque specificato l'intervistato: "Problemi che negli ultimi tempi l'hanno portato a tagliare diversi ponti. Soprattutto quelli che lo legano alle persone care".  

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