Federico Fiumani dei Diaframma pubblica “Un ricordo che vale dieci lire”, una raccolta di souvenir della musica italiana, cioè "canzoni d’autore che hanno lasciato solchi nel cuore e nella memoria di Federico, come di tutti, contribuendo alla formazione della sua sensibilità poetica", recita il comunicato stampa. Il disco, che uscirà in edizione limitata a mille copie in vinile, è stato prodotto artisticamente insieme ad Alessandro Grazian, che ha arrangiato e suonato quasi tutti gli strumenti, ed è stato finanziato attraverso la piattaforma di fundraising Musicraiser. Ad anticipare l'album è "Lontano lontano":
La tracklist:
"Souvenir" (De Gregori)
"Quand'ero soldato" (Lucio Dalla)
"Lontano lontano" (Tenco)
"Donna di fiume (Claudio Lolli)
"Lo scapolo (Paolo Conte)
"…E penso a te" (Lucio Battisti)
"Danze" (Renzo Zenobi)
"Io che amo solo te (Sergio Endrigo)
"Mai (Junie Russo) - 3:11
"Incontro" (Francesco Guccini)
"Un giorno credi" (Edoardo Bennato)
Da notare l'inclusione di brani poco frequenti in operazioni di questo genere: come "Donna di fiume" di Claudio Lolli, "Danze" di Renzo Zenobi", e la semisconosciuta "Mai", incisa nel 1976 da Giuni Russo per la Durium, quando ancora si faceva chiamare Junie.
Il titolo dell'album è una citazione dal testo di una canzone che nel disco non è inclusa, "Niente da capire" di Francesco De Gregori.
Quel che ci sarebbe da capire, semmai, è cosa spinga un personaggio dall'indiscussa credibilità punk come Federico Fiumani ad unirsi al gruppo di quelli che rivisitano, essendo autori e cantautori, il repertorio tradizionale della canzone (leggera e d'autore) italiana. L'ha fatto Enrico Ruggeri nell'album del 1998 "La parola ai testimoni"; l'hanno fatto i La Crus ("Crocevia", 2001) e gli Avion Travel ("Storie d'amore", 2003), l'ha fatto più volte Morgan ("Italian songbook vol 1" e "Italian songbook vol 2", rispettivamente 2009 e 2012), come del resto l'ha fatto più volte Franco Battiato ("Fleurs", 1999; "Fleurs 3", 2002, "Fleurs 2", 2008); ma l'hanno fatto anche, più episodicamente, i Marlene Kuntz e gli Afterhours, recentemente Mauro Ermanno Giovanardi, e sicuramente mi dimentico qualcun altro. Niente di male, intendiamoci; ma ricordiamoci anche di quanti hanno disprezzato snobisticamente Ivan Cattaneo e la sua "archeologia musicale" di "Italian Graffiati": uscì nel 1981, ed è stato un precursore.
(fz)