Sono passati più di due decenni dall'ultima volta che Billy Joel ha pubblicato un disco di canzoni ("River of dreams", 1993) e 13 anni da quando ha dato alle stampe un album di composizioni strumentali affidate all'esecuzione di Richard Joo ("Fantasies & delusione", 2001). Da allora più niente, a parte un singolo, "All my life", dedicato all'allora moglie Katie Lee e pubblicato nel giorno di San Valentino del 2007,
e la pubblicazione, solo in Australia, nel 2008, del singolo con una esecuzione live di "Christmas in Fallujah". Tanto che più d'uno ha pensato che il musicista del Bronx, oggi sessantacinquenne, si fosse ritirato dalla scena musicale.
In realtà, nel corso degli ultimi dieci anni Billy Joel si è dedicato alla composizione di un "song cycle" di brani strumentali, che dovrebbero, almeno nelle intenzioni dell'autore, raccontare in musica la storia di Long Island, e per il momento vanno sotto il nome di "The scrimshaw pieces". "Alcuni potrebbero diventare canzoni, altri brani da colonna sonora - altri ancora sembrano inni religiosi". Nessuno di questi ha un testo, almeno per ora.
Billy Joel continua a suonare e cantare una volta al mese al Madison Square Garden, ma per il resto si è completamente estraniato dalla scena musicale. "Non ho tutta questa voglia di entrare in studio di registrazione e ricominciare quel tipo di attività, né tantomeno di iniziare un progetto che coinvolga altre persone, arrangiatori e orchestratori e direttori d'orchestra e produttori. Se ripenso a quel ragazzo che sono stato all'inizio, ambizioso e motivato, non mi riconosco più".
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