Gli Spandau Ballet presentano 'Soul boys of the western World' - VIDEOINTERVISTA

Gli Spandau Ballet presentano 'Soul boys of the western World' - VIDEOINTERVISTA

In occasione della presentazione di "Soul boys of the western World", il film-documentario di George Hencken che racconta la storia degli Spandau Ballet, Rockol ha incontrato, a Roma, la band icona degli anni '80 e la regista. Il film, che arriva sul grande schermo, con distribuzione Nexo Digital e Feltrinelli Real Cinema (in collaborazione con Warner Music Italia e il Festival Internazionale del Film di Roma), solo per due giorni, il 21 e il 22 ottobre (la lista completa delle sale è consultabile sul sito della Nexo), ripercorre la carriera di Tony Hadley e soci per mezzo di filmati personali e materiale d'archivio recentemente riportato alla luce; a fare da sfondo ci sono i bizzarri anni '80, l'epoca del "New romantic" e il panorama culturale e politico di quel periodo: "Questo film parla della storia della band, ma non solo: racconta anche quelli che sono stati gli anni '80, quella che è stata e che continua ad essere la nostra amicizia", hanno spiegato a Rockol gli Spandau Ballet, "realizzare questo film-documentario, per noi che non avevamo mai realizzato film, in passato, è stato come intraprendere un viaggio: abbiamo lavorato su seicento ore di filmati, sia personali che d'archivio. Abbiamo visto passare sotto i nostri occhi tutta la nostra carriera, ed è stato molto emozionante (così come è stato interessante vedere la nostra storia essere raccontata attraverso gli occhi di qualcun altro). E nonostante gli sbagli e i contrasti, la storia ha un finale davvero lieto: siamo fieri di questo lavoro".



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La prima volta che il pubblico londinese sentì nominare gli Spandau Ballet fu nel maggio del 1980, all'interno del programma televisivo d'arte "Twentieth Century Box" (presentato da Danny Baker, lo spettacolo era - all'epoca - un'ottima vetrina per farsi conoscere e per imporre la propria cultura giovanile): eleganti e ben vestiti, Tony Hadley & Co. si presentavano molto attenti all'aspetto esteriore, elitari e anche un po' snob (in una famosa intervista, il gruppo dichiarò che odiava la maggior parte dei concerti perché la gente del pubblico era sporca); gli Spandau Ballet diedero dunque inizio ad una nuova era di pop dominato dal visual: erano soul boys bianchi che avevano rifiutato il funk e il rock, generi molto in voga all'epoca, per abbracciare l'elettronica, le camicie frivole e lo smoking: "Abbiamo scelto questo titolo perché riesce a racchiudere in sé non solo il contenuto dell'intero film", ha dichiarato a proposito del titolo del film la regista George Hencken, "ma anche perché è il titolo che sa meglio delineare il background musicale degli Spandau Ballet, la loro insoddisfazione per la musica dei coetanei". E proprio a proposito di coetanei: della rivalità con i Duran Duran, capace di dividere una generazione di fan, all'interno di "Soul boys of the western World", si fa giusto un breve accenno: "Non c'era odio tra le due band e la rivalità, che è comunque esistita (e questo non lo si può negare), è stata alimentata per lo più dai media. E' per questo che nel film abbiamo deciso di dedicare solo un breve accenno alla rivalità tra gli Spandau Ballet e i Duran Duran, per rendere giustizia alla realtà".

In concomitanza con l'uscita di "Soul boys of the wester World", la band ha consegnato al mercato l'antologia "The very best of Spandau Ballet: the story", contenente tre inediti prodotti da Trevor Horn: "Siamo tornati a lavorare in studio, insieme, quest'estate. Al nostro fianco, per le tre canzoni inedite contenute all'interno dell'album-antologia 'The very best of Spandau Ballet: the story', abbiamo avuto Trevor Horn, produttore di fama internazionale (che, nei primi anni '80, curò per noi il remix del brano 'Instinction', uno dei singoli estratti dal nostro secondo album 'Diamond'). Lavorare con Trevor è stato fantastico, è riuscito ad estrarre dalle registrazioni quello che è il vero sound degli Spandau Ballet: il risultato finale è magico. Le altre canzoni che compongo la tracklist dell'antologia sono quelle che George ha inserito all'interno della colonna sonora del film: è proprio per questo motivo che abbiamo deciso di pubblicare l'album in concomitanza con l'uscita nelle sale di 'Soul boys of the western World'". Smentendo di essere al lavoro su materiale inedito (nelle scorse settimane si era parlato di un nuovo album degli Spandau Ballet in uscita nel mese di gennaio), la band ha dato appuntamento ai fan italiani per la prossima primavera: "No, non stiamo lavorando ad un disco di inediti: per ora pensiamo solo alla promozione della nostra antologia", hanno dichiarato i componenti del gruppo, "poi, nei primi mesi del 2015, partiremo alla volta del nostro nuovo tour (a distanza di qualche anno da 'Reformation', la tournée per mezzo della quale, dopo la reunion avvenuta nel 2009, siamo tornati ad esibirci insieme sul palco). Sarà un tour internazionale che toccherà anche l'Italia, con cinque date, nel marzo del 2015: saremo in concerto a Milano (il 24 marzo, presso il Mediolanum Forum), a Torino (26 marzo, Pala Alpitour), a Padova (27 marzo, PalaFabris), a Firenze (28 marzo, Mandela Forum) e a Roma (30 marzo, PalaLottomatica). Non vediamo l'ora di tornare a cantare davanti al pubblico italiano, che ci ha sempre sostenuto e supportato".

(di Mattia Marzi)

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