U2 e tasse nel paradiso fiscale olandese: 'Forse non è stato del tutto corretto'
In una nuova intervista rilasciata al britannico "The Observer", gli U2 hanno rilasciato alcune dichiarazioni in merito alla spinosa questione dello spostamento (già dal 2006) del loro domicilio fiscale nelle Antille Olandesi per sfuggire alla pressione del Fisco irlandese. Un'operazione che nel 2011 è valsa alla band una dura contestazione da parte di una frangia di pubblico presente al festival di Glastonbury.
Nell'intervista, The Edge - a otto anni di distanza da questo trasferimento - ha ammesso che non si è trattato di un'operazione del tutto giusta. "E' stata una cosa al 100% corretta? Forse no", ha detto il chitarrista. "Ma il percepito è fortemente distorto perché paghiamo moltissime tasse. Ma credo che nei panni dei contestatori di Glastonbury probabilmente avrei fatto la stessa cosa".
E Bono ha aggiunto: "Tutti i nostri conti sono pubblici. Come si sono accorti di questa faccenda? Perché è tutto alla luce del sole, nero su bianco. L'inganno c'è quando non fai sapere quello che stai facendo".
In realtà senza dubbio non si sono verificate illegalità o violazioni: piuttosto si tratta di un caso di cosiddetta elusione fiscale. L’elusione, diversamente dall’evasione che è un comportamento tenuto in violazione delle leggi fiscali, infatti, non viola alcuna norma positiva in quanto consiste nell’aggirare o sfruttare le smagliature delle norme tributarie al fine di realizzare un consistente risparmio di imposta. Un comportamento, quindi, che al massimo viola norme etiche.