L’abbiamo visto sfoggiare una memorabile paglietta fasciata di rosa in almeno due videoclip: “Calling All Hearts”, con Robin Thicke e Jessie J, e “Make The World Go Round”, cantata da R. Kelly. DJ Cassidy non è un deejay qualunque ma un punto di riferimento per molte star. Jay Z e Justin Timberlake hanno chiamato direttamente lui per il loro Legends Of The Summer Stadium Tour; Diddy, Naomi Campbell, Oprah Winfrey e altri, rapper, magnati, icone di stile e trend setter sanno chi contattare quando serve un deejay per i loro party. E’ chiaro come Cassidy avesse i contatti giusti per popolare la sua opera prima da solista, “Paradise Royale”, in uscita per Columbia Records: le voci di 13 supercantanti (R. Kelly, Usher, Passion Pit, Mary J. Blige, Cee Lo Green, Kelly Rowland, Ne-Yo, Estelle, John Legend, Robin Thicke, Jessie J, Melanie Fiona, Chromeo) e il tocco di 22 musicisti leggendari (tra cui Nile Rodgers degli Chic, Ray Parker Jr., che ha lavorato con Stevie Wonder e Barry White; Jerry Hey, arrangiatore per Michael Jackson e Philip Bailey, Verdine White and Larry Dunn degli Earth, Wind and Fire).
Un progetto di spessore dunque, con l’elemento che accomuna i nomi così evocativi dei musicisti coinvolti: sono tutti collegati a quella che Cassidy definisce “l’età d’oro della dance”, a cavallo tra gli anni ‘70 e ’80, come lui stesso ci spiega: “La produzione di questo disco è partita dai musicisti. Ho creato una playlist delle mie 25 canzoni preferite dell’epoca, hit di Michael Jackson, Chaka Khan, Luther Vandross, Earth Wind & Fire e altri e ho reclutato i musicisti che vi suonarono, per catturare il loro suono specifico, senza cover, campionamenti o interpolazioni. La mia missione era riportare questa musica ai giovani e avevo bisogno di voci che potessero ispirare i giovani, sapendo che avrebbero dovuto rappresentare non solo la mia generazione ma tutti i generi musicali, l’ r’n’b, il pop, l’elettronica, il rock’n’roll.”
Perché proprio la musica di quel periodo? “Ho suonato davanti a personaggi come Jay-Z, Beyonce, Jennifer Lopez, Naomi Campbell, Oprah Winfrey, fino al presidente degli Stati Uniti", dice, ricordando la festa per il cinquantesimo compleanno di Barack Obama alla Casa Bianca. "Sin da quando ho iniziato a fare il deejay a dieci anni ho cercato di essere in grado di suonare qualunque tipo di musica per ogni tipo di persona in tutto il mondo, non importava chi avessi davanti, a prescindere dal genere, dal ceto sociale, dall’orientamento sessuale. E ho capito che la soul music tra la fine degli anni 70 e gli inizi degli 80 rappresenta la dance music più universale mai creata, in grado di ispirare e far ballare veramente tutti.” Ci chiediamo allora quale sia l’elemento originale e “fresco” di questo progetto: “Penso che il contributo live dei musicisti sia la caratteristica determinante del disco. Niente smuove i piedi come la mano di un musicista e questo crea una certa emozione che può essere solo sentita. E’ questo a rendere così speciale questo album.”
La figura del deejay sembra essere decisamente cambiata rispetto al passato. Cosa si prova ad essere finalmente in prima linea, a metterci la faccia? “Ci sono voluti quattro anni per produrre questo disco e ho aspettato che l’ispirazione fosse onesta e sincera al 100% prima di rispondere alla “chiamata”. Non potrei essere più eccitato all’idea di farlo sentire al mondo, ho messo il mio nome e la mia faccia in ogni aspetto del progetto. E’ tutto un riflesso di me e della mia visione di questo mondo immaginario chiamato Paradise Royale.”
Impossibile non notare una certa cura per il look e uno stile ben definito, senz’altro complementare alla musica che Cassidy propone. “Mi sono sempre divertito con i colori, in realtà non sono molto aggiornato sulle ultime tendenze; ho delle idee in mente e mi capita di comprare dei tessuti che porto al mio sarto personale che crea qualcosa per me, giacche, pantaloni. Prendo ispirazione da diverse cose, dagli artisti del passato e del presente e anche dalla moda femminile, cercando di tradurla in elementi che possano essere indossati da un uomo. “
Paradise Royale è un disco gioioso, positivo, che celebra il buon umore con una festa immaginaria fatta di musica e colori. Ma è ancora possibile “to have party”, divertirsi e gioire di questa musica come accadeva negli anni 80? “La musica può farci sentire in tutti i modi possibili: arrabbiati, sexy, rilassati. Io sono nel business dei festeggiamenti, delle celebrazioni, faccio musica per far sentire bene le persone, per trasformare un party in una grande festa. E’ una domanda che va al cuore della mia “mission”, che è creare musica che racchiuda la gioia, lo spirito e il sentimento di un’epoca .”